Il dollaro resta stabile in attesa della decisione politica BCE
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USD/JPY è vicino a 160.50 dopo una spinta verso 160.60, con la debolezza dello yen supportata dalla domanda di asset rifugio per il dollaro in seguito all'escalation in Medio Oriente. Se il rischio rimane elevato, USD/JPY dovrebbe salire gradualmente anche nel caso in cui la BCE non riservi sorprese. Acquistare USD/JPY.
Rischio chiave: Il Giappone interviene di nuovo o segnala una stretta della politica sui cambi, costringendo a un forte rimbalzo dello yen.
EUR/USD è bloccata intorno a 1.1500 mentre il mercato attende la BCE. Con la domanda di asset rifugio per il dollaro USA che si riaccelera dopo lo shock del CPI e il Dollar Index nuovamente sopra i 100, il percorso di minor resistenza è verso una discesa di EUR/USD in caso di un tono della BCE non troppo restrittivo. Sfruttare la forza del dollaro vendendo EUR/USD.
Rischio chiave: La BCE assume un'impostazione decisamente più restrittiva del previsto e sostiene l'EUR con un percorso dei tassi più serrato di quanto i mercati scontino.
- Decisione di politica della BCE e dati USA dominano l'attenzione dei mercati.
- Il dollaro si stabilizza nonostante una reazione più fiacca ai dati sull'inflazione.
- L'oro rimbalza e il petrolio arretra in un contesto di incertezza geopolitica.
Le principali coppie valutarie hanno oscillato in range ristretti durante la sessione europea di giovedì dopo aver registrato una volatilità maggiore nella sessione precedente.
Gli investitori hanno rivolto l'attenzione all'annuncio di politica monetaria della Banca Centrale Europea e ai prossimi dati sull'inflazione alla produzione degli Stati Uniti, entrambi attesi per fornire nuova direzione ai mercati finanziari.
I dati sull'inflazione USA scatenano volatilità di mercato
Il sentiment di mercato è rimasto influenzato dalle più recenti cifre sull'inflazione pubblicate negli Stati Uniti mercoledì.
I dati hanno mostrato che l'inflazione annua, misurata dall'Indice dei Prezzi al Consumo, è salita al 4.2% a maggio, segnando il suo livello più alto in tre anni.
Nello stesso tempo, il core CPI, che esclude i prezzi di alimentari ed energia, è aumentato dello 0.2% su base mensile.
La lettura è risultata inferiore sia al +0.4% di aprile sia alle aspettative di mercato di un aumento dello 0.3%.
L'US Dollar Index si è inizialmente indebolito dopo la pubblicazione dei dati sull'inflazione.
Tuttavia la valuta si è poi ripresa mentre gli investitori cercavano asset rifugio durante la sessione di contrattazione americana.
Il rimbalzo è arrivato nonostante un forte calo nei principali indici di Wall Street.
Alla chiusura, il Dollar Index era tornato in territorio positivo e ha chiuso oltre la soglia dei 100.00.
Le tensioni geopolitiche sostengono la domanda di asset rifugio
Il sentiment degli investitori è rimasto influenzato dall'escalation delle tensioni in Medio Oriente.
Dopo che il Presidente USA Donald Trump ha dichiarato che Teheran stava impiegando troppo tempo per raggiungere un accordo, l'esercito statunitense ha annunciato di aver lanciato attacchi contro più obiettivi in Iran, descrivendo le operazioni come azioni di autodifesa.
L'Iran ha risposto tramite il suo Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), che ha preso di mira le forze statunitensi dislocate in basi in Kuwait, Bahrain e Giordania.
Gli sviluppi hanno accresciuto le preoccupazioni nei mercati globali e hanno contribuito a un aumento della domanda di tradizionali asset rifugio.
Il petrolio arretra dopo un forte rally
I prezzi del greggio sono scesi durante le prime contrattazioni di giovedì dopo aver registrato forti guadagni il giorno precedente.
Il West Texas Intermediate, che mercoledì era salito di oltre il 3%, è stato scambiato vicino a $88 al barile ed è sceso di circa il 2.5% nella giornata.
Nel contempo, i futures sugli indici azionari USA indicavano un'apertura più forte, in rialzo tra lo 0.6% e l'1%.
Anche l'US Dollar Index ha leggermente ceduto terreno, scambiandosi appena sotto il livello dei 100.00.
Decisione sui tassi della BCE al centro dell'attenzione
La BCE è rimasta il principale punto di attenzione per gli investitori europei.
I mercati si aspettavano in larga misura che la banca centrale aumentasse i tassi chiave di 25 punti base.
Gli investitori si preparavano inoltre a valutare le proiezioni macroeconomiche aggiornate e i commenti della presidente della BCE Christine Lagarde alla ricerca di indizi sul futuro percorso di politica monetaria.
In vista dell'annuncio, EUR/USD è stata scambiata stabilmente intorno a 1.1500.
La BoC mantiene un atteggiamento prudente
La Bank of Canada ha lasciato il tasso di riferimento invariato al 2.25%, in linea con le attese del mercato.
La dichiarazione della banca centrale e i commenti del governatore della BoC, Tiff Macklem, hanno indicato un approccio cauto.
I responsabili delle politiche hanno sottolineato la necessità di bilanciare i persistenti rischi inflazionistici con un'economia che continua a operare con un'offerta in eccesso.
USD/CAD ha chiuso mercoledì sostanzialmente invariato prima di muoversi modestamente al rialzo giovedì, scambiandosi sopra 1.3950.
Yen, sterlina e metalli preziosi
USD/JPY ha esteso i guadagni dopo aver toccato il suo livello più forte vicino a 160.60 dall'intervento del Giappone sul mercato dei cambi del 30 aprile.
La coppia si è poi stabilizzata vicino a 160.50 durante le ore di contrattazione europee.
GBP/USD è rimasta confinata in un range ristretto sotto 1.3400.
Nei metalli preziosi, l'oro ha subito forti perdite mercoledì, scendendo di oltre il 4%.
Il metallo ha proseguito il calo durante la sessione asiatica ed è sceso brevemente sotto $4,030, il suo livello più basso da novembre 2025.
Tuttavia, gli acquirenti sono tornati più tardi nella giornata, aiutando l'oro a recuperare intorno a $4,100.
Anche l'argento è rimbalzato dopo essere sceso a un minimo delle ultime 11 settimane.
Il metallo è stato scambiato vicino a $64.00 per oncia troy durante la sessione asiatica, recuperando da un minimo intraday di $61.50.
Il recupero è stato sostenuto dalla domanda di asset rifugio e dagli acquisti industriali, sebbene gli investitori siano rimasti cauti a causa delle persistenti tensioni in Medio Oriente e dell'incertezza sul outlook dei tassi USA.
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