L'argento perde slancio mentre le speranze di pace USA-Iran affrontano una nuova prova?

L'argento perde slancio mentre le speranze di pace USA-Iran affrontano una nuova prova?
Devesh Kumar
12 giu 2026, 07:05 AM

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Invezz
Acquistare oro (GLD) vs argento

Sfruttare la maggiore sensibilità dell'argento sia ai tassi sia alle aspettative di crescita/domanda industriale come vantaggio. Se inflazione/tassi restano persistenti, l'oro regge meglio in quanto rifugio più 'puro'; se aumentano i timori di crescita, l'argento tende a sottoperformare. Andare long su GLD e vendere SLV allo scoperto per catturare la debolezza specifica dell'argento beneficiando comunque di un'eventuale continuazione della domanda da rifugio.

Rischio chiave: L'argento recupera grazie a un rinnovato rimbalzo della domanda industriale/crescita o a un rally diffuso dei metalli preziosi che traina insieme oro e argento.

Vendere l'argento (SLV)

L'argento sta perdendo slancio mentre le speranze di pace a Hormuz vengono colpite dai titoli sull'intercettazione di droni e i tassi ritornano a farsi sentire (PPI in forte aumento, BCE in atteggiamento restrittivo). Dopo un balzo del 6%, la configurazione è favorevole a un nuovo ritracciamento mentre i trader ruotano dal «rifugio geopolitico» verso il tema del «tassi più alti più a lungo». Vendere SLV (o vendere allo scoperto i futures sull'argento) per esprimere il ribasso dovuto sia al raffreddamento del sentiment di rischio sia alla rinnovata pressione sui tassi.

Rischio chiave: Un vero e proprio accordo confermato USA-Iran che riapra in sicurezza lo Stretto di Hormuz e scateni una nuova domanda da rifugio per l'argento.

  • L'argento scivola mentre lo scontro con droni nel Golfo raffredda le speranze di un rapido accordo di pace con l'Iran.
  • Aumentano le scommesse su un rialzo dei tassi Fed dopo il balzo dei prezzi alla produzione USA a causa dei costi energetici.
  • Il rialzo della BCE aumenta la pressione mentre i trader rivalutano la domanda di metalli preziosi.

L'argento è sceso nelle contrattazioni asiatiche di venerdì, restituendo parte del forte rialzo della sessione precedente, mentre nuovi attriti militari vicino allo Stretto di Hormuz hanno ridotto l'ottimismo che un accordo di pace USA-Iran fosse vicino.

Il metallo bianco è stato scambiato vicino a $67 l'oncia dopo essere salito di oltre il 6% giovedì.

Il ritracciamento rifletteva un ripensamento più ampio tra i metalli preziosi, dove i trader valutano la domanda da rifugio guidata dai titoli rispetto al rischio che un'inflazione persistente mantenga i tassi d'interesse globali più alti più a lungo.

L'argento è stato particolarmente sensibile ai segnali contrastanti.

Può beneficiare dello stress geopolitico come l'oro, ma è anche esposto alle aspettative di crescita e alla domanda industriale, rimanendo vulnerabile quando aumentano i timori sui tassi.

Hormuz resta la linea di faglia del mercato

La pressione più recente è arrivata dopo notizie secondo cui forze statunitensi hanno intercettato droni d'attacco iraniani vicino allo Stretto di Hormuz, il passaggio d'acqua stretto che rimane centrale per i flussi petroliferi globali.

I media statali iraniani hanno descritto l'incidente in modo diverso, collegando le esplosioni nella zona a uno scontro con una nave accusata di aver violato le restrizioni locali.

Lo scontro ha complicato il tono più costruttivo seguito alla decisione del presidente Donald Trump di sospendere gli attacchi pianificati alle infrastrutture energetiche iraniane.

Trump ha detto che un accordo comprensivo con Teheran potrebbe essere raggiunto già questo fine settimana, con le rotte di navigazione nello Stretto di Hormuz che dovrebbero riaprire in sicurezza nell'ambito del quadro proposto.

Teheran, tuttavia, non ha ancora dato un'approvazione finale chiara. Quel divario tra speranza di mercato e conferma politica mantiene i trader cauti.

Qualsiasi rinnovata minaccia al traffico commerciale si rifletterebbe rapidamente sui prezzi del petrolio, sulle aspettative di inflazione e sulla domanda di asset difensivi.

La pressione sui tassi torna in primo piano

L'altro freno per l'argento è la politica monetaria. I prezzi alla produzione USA sono aumentati del 6,5% su base annua a maggio, la più rapida crescita annuale in tre anni e mezzo, mentre i costi energetici sono impennati.

I dati hanno rafforzato le aspettative che la Federal Reserve potrebbe dover alzare ancora i tassi più avanti nell'anno se l'inflazione si dimostra più difficile da contenere.

Tassi più elevati tendono a pesare sui metalli preziosi perché aumentano l'appeal relativo degli asset che pagano interessi.

Questo vale per l'argento tanto quanto per l'oro, specialmente dopo un forte rally che ha reso i prezzi vulnerabili a prese di profitto.

La mossa della BCE aumenta la cautela

La Banca Centrale Europea ha contribuito al clima più restrittivo aumentando i tassi per la prima volta dal 2023, in risposta alla rinnovata pressione inflazionistica derivante dallo shock energetico del Medio Oriente.

La mossa ha rafforzato l'idea che le banche centrali non sono ancora pronte a ignorare il recente picco dei prezzi.

Per l'argento, la prossima mossa potrebbe dipendere da quale scenario si farà più chiaro prima: una credibile svolta diplomatica nel Golfo, o ulteriori prove che l'inflazione sta costringendo i responsabili politici a tornare verso una politica più restrittiva.

Fino ad allora, è probabile che la volatilità rimanga elevata.