L'oro verso calo settimanale: inflazione petrolifera riaccende attese di rialzo Fed

L'oro verso calo settimanale: inflazione petrolifera riaccende attese di rialzo Fed
Devesh Kumar
12 giu 2026, 06:39 AM

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Invezz
Posizione long sul dollaro USA (DXY)

Acquistare il dollaro USA tramite esposizione DXY (es. long su UUP). Se l'inflazione resta persistente, i mercati continueranno a prezzare rialzi a dicembre (probabilità ~60%). Ciò supporta rendimenti USA più elevati e un dollaro più forte, che tipicamente mette pressione sull'oro e su altre commodity non fruttifere.

Rischio chiave: I segnali della Fed virano verso l'accomodamento (o l'inflazione si raffredda rapidamente), facendo aumentare le attese di tagli ai tassi e provocando vendite sul dollaro.

Posizione short su oro (XAU/USD)

Vendere XAU/USD (o posizioni short sui futures sull'oro). L'articolo segnala un rischio di caduta settimanale di ~3%, con le scommesse su rialzi della Fed riaccese da prezzi alla produzione USA più caldi del previsto e dall'inflazione trainata dal petrolio. La domanda di "bene rifugio" per l'oro è sovrastata dal maggior costo opportunità reale (nessun rendimento) e dai deflussi dagli ETF come GLD/SPDR Gold Trust.

Rischio chiave: Un accordo di pace confermato con l'Iran che riduca significativamente il rischio petrolifero/di inflazione, innescando un rimbalzo dei beni rifugio e invertendo la tendenza ai deflussi dagli ETF.

  • L'oro verso una perdita settimanale mentre i timori sui rialzi Fed prevalgono sulla domanda di rifugio in Asia.
  • Dati sull'inflazione e titoli dal Golfo mantengono i trader dell'oro in allerta durante le ore asiatiche.
  • Argento e platino si indeboliscono, mentre il palladio conserva il guadagno settimanale.

L'oro è sceso venerdì e si è diretto verso una flessione settimanale, mentre i trader hanno ponderato i rischi persistenti di inflazione negli Stati Uniti contro le speranze che un possibile accordo di pace in Medio Oriente possa attenuare lo shock energetico che ha dominato il trading del metallo nelle ultime settimane.

L'oro spot è stato scambiato vicino a $4,191 l'oncia nelle ore asiatiche, lasciando il metallo in rotta per una perdita settimanale di circa il 3%.

I futures sull'oro USA con consegna ad agosto sono saliti, ma il tono più ampio è rimasto prudente dopo una sessione volatile che ha trascinato il metallo al livello più basso da oltre sei mesi prima di un rimbalzo a fine seduta.

Il metallo ha faticato nonostante la sua tradizionale attrattiva come bene rifugio.

Gli investitori sono invece concentrati sul rischio che prezzi del petrolio più elevati possano mantenere l'inflazione su livelli elevati e spingere la Federal Reserve a prendere in considerazione un altro aumento dei tassi.

Questo ha aumentato il costo opportunità di detenere oro, che non corrisponde interessi.

La geopolitica guida l'andamento dei prezzi

L'ultima mossa del metallo è stata modellata dai titoli provenienti da Washington e Teheran.

Il presidente USA Donald Trump ha detto che un accordo di pace con l'Iran potrebbe essere firmato già questo fine settimana, dopo aver annullato attacchi pianificati.

L'Iran, tuttavia, non ha confermato una decisione finale, lasciando i trader riluttanti a prezzare una svolta diplomatica netta.

Un accordo che riapra lo Stretto di Hormuz e riduca il rischio di interruzioni delle forniture ridurrebbe probabilmente il premio per l'inflazione incluso nel prezzo del petrolio e, per estensione, nell'oro.

Ciò lascia il metallo in bilico tra due forze.

L'attenuazione del rischio geopolitico può indebolire la domanda di beni rifugio, mentre prezzi del petrolio più bassi possono ridurre la pressione sulle banche centrali di inasprire ulteriormente la politica. Per ora, la narrativa sui tassi sembra avere più peso.

L'inflazione mantiene vivo il rischio Fed

I prezzi alla produzione negli USA sono aumentati più del previsto a maggio, registrando la crescita annua più forte da tre anni e mezzo mentre i costi energetici sono saliti.

I dati hanno rafforzato i timori che il conflitto in Medio Oriente si sia trasmesso all'inflazione lungo la catena, complicando il percorso della Fed.

I mercati assegnano una probabilità di circa il 60% a un aumento dei tassi a dicembre, secondo lo strumento FedWatch del CME Group.

Qualsiasi segnale da parte dei funzionari della Fed che la politica potrebbe dover inasprirsi di nuovo potrebbe mettere alla prova i supporti dell'oro vicino al livello di $4,000.

I deflussi dagli ETF aumentano la pressione

Anche il posizionamento degli investitori si è indebolito. Le partecipazioni nello SPDR Gold Trust, il più grande ETF garantito da oro al mondo, sono scese a circa 923.89 tonnellate metriche, suggerendo che alcuni investitori stanno riducendo l'esposizione dopo il recente rally.

Altrove nei metalli preziosi, l'argento ha segnato un lieve calo ed era destinato a una perdita settimanale, mentre anche il platino è rimasto sotto pressione.

Il palladio è stato l'eccezione, salendo durante la giornata e mantenendo un guadagno settimanale.

La direzione successiva per l'oro dipenderà probabilmente da quale segnale diventerà più chiaro prima: un accordo di pace credibile nel Golfo o prove che l'inflazione terrà la Fed su un orientamento più restrittivo più a lungo.