Brent sotto $80 mentre il petrolio iraniano rassicura i mercati

Brent sotto $80 mentre il petrolio iraniano rassicura i mercati
Devesh Kumar
17 giu 2026, 06:27 AM

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Invezz
Long sui Treasury a 2 anni (buy)

Comprare Treasury USA a 2 anni: l'articolo mostra che le obbligazioni reagiscono più rapidamente delle azioni al pass-through inflazionistico indotto dal petrolio più economico. Rendimenti più bassi in Asia e negli USA si inseriscono in uno scenario di tassi che restano più bassi in vista della prima comunicazione di Warsh, nella quale non può facilmente riaccelerare le aspettative d'inflazione senza contraddire il sollievo generato dal greggio.

Rischio chiave: Warsh adotta un tono più restrittivo nelle proiezioni/comunicazioni e spinge il mercato verso un rialzo più avanti nell'anno, facendo salire i rendimenti a 2 anni.

USO (sell) / Brent in calo

Vendere USO (o shortare i futures sul Brent) poiché le sospensioni alle forniture iraniane limitano il greggio nel breve termine. Brent sotto $80 segnala che il mercato si sta muovendo dallo “shock” verso la “disinflazione”, situazione che in genere mantiene compressi i premi per il rischio energetico finché le scorte non si ricostituiscono. Tesi chiave: la sospensione delle sanzioni riduce il rischio di coda di un'altra impennata nello Stretto di Hormuz, e le basse riserve di emergenza non conteranno se la probabilità del prossimo shock diminuisce.

Rischio chiave: Le esportazioni iraniane non aumentano realmente (ritardi nelle spedizioni/ne nei canali bancari o rottura dell'accordo), e il greggio torna sopra $85.

  • Il calo del petrolio riduce i timori d'inflazione mentre le speranze su forniture iraniane prendono slancio.
  • I rendimenti obbligazionari scendono mentre i trader attendono il primo messaggio di Warsh sulla politica della Fed.
  • Le azioni asiatiche restano quasi invariate, con la debolezza dei chip che compensa il sollievo derivante dal greggio più economico.

I prezzi del petrolio sono calati bruscamente mercoledì, poiché le prospettive di un rinnovato approvvigionamento iraniano hanno attenuato le preoccupazioni sull'inflazione e fatto scendere i rendimenti dei titoli di Stato, mentre i mercati azionari globali si sono mossi con cautela in vista della prima decisione di politica della Federal Reserve di Kevin Warsh come presidente.

Il Brent è sceso sotto i $80 al barile, il livello più basso dall'inizio del conflitto USA-Iran a marzo, dopo che un alto funzionario statunitense ha detto che Washington avrebbe sospeso le sanzioni sul petrolio iraniano nell'ambito di un accordo volto a porre fine alla guerra.

La mossa ha offerto agli investitori un raro segnale di sollievo dopo mesi di interruzioni nel settore energetico, sebbene i dettagli dell'accordo rimangano limitati. Il cambiamento ha alimentato le speranze tra gli asset.

Il petrolio passa dallo shock a una possibile disinflazione

La prospettiva del ritorno di barili iraniani sul mercato ha cambiato il tono tra le materie prime.

Per gran parte degli ultimi tre mesi, lo Stretto di Hormuz è stato il rischio centrale per gli investitori, mantenendo i prezzi dell'energia elevati e prosciugando le scorte.

Le ultime notizie suggeriscono che la pressione potrebbe diminuire, ma i trader non considerano la riapertura delle rotte di approvvigionamento immediata.

“I mercati sembrano scontare una probabilità relativamente alta di una normalizzazione completa del flusso attraverso Hormuz,” ha detto Kim Fustier, analista senior oil and gas di HSBC, a Reuters.

HSBC prevede che il processo richiederà fino alla fine di settembre.

Questa cautela è importante poiché le riserve petrolifere di emergenza USA sono scese al livello più basso dal 1983, lasciando scarso margine per un altro shock di offerta.

Un ritorno più rapido delle esportazioni iraniane aiuterebbe a raffreddare l'inflazione headline, ma ritardi nelle spedizioni o nei canali bancari potrebbero mantenere il greggio volatile.

Le obbligazioni reagiscono più rapidamente delle azioni

I mercati obbligazionari hanno reagito rapidamente all'interpretazione sull'inflazione. I rendimenti dei Treasury USA sono scivolati, mentre quelli asiatici li hanno seguiti.

Il rendimento decennale giapponese ha ceduto 1,5 punti base a 2,63%, e l'equivalente australiano è sceso di quasi 5 punti base a 4,787%.

I mercati azionari sono stati meno decisivi. Wall Street ha mostrato un tono diviso durante la notte mentre gli investitori riducevano l'esposizione verso società tecnologiche e dei semiconduttori molto diffuse nei portafogli.

Il Nasdaq è sceso dell'1,15%, mentre i guadagni nei settori finanziario e industriale hanno contribuito a far chiudere il Dow a un livello record.

In Asia, i mercati pesantemente esposti ai chip a Taiwan e Corea del Sud hanno leggermente ceduto. L'indice MSCI ampio dell'Asia-Pacifico fuori dal Giappone è scivolato di circa lo 0,3%, mentre il Nikkei giapponese ha guadagnato lo 0,4%.

Warsh affronta il suo primo test di comunicazione

Il dollaro è rimasto pressoché invariato mentre i trader attendevano la prima conferenza stampa di Warsh.

Si prevede ampiamente che la Fed manterrà i tassi invariati, rendendo le proiezioni e il tono delle sue dichiarazioni più importanti della decisione stessa.

Warsh deve bilanciare la preferenza del presidente Donald Trump per tassi più bassi con il prezzamento di mercato che si è spostato verso la possibilità di un rialzo più avanti nel corso dell'anno.

Gli analisti hanno detto che qualsiasi accenno ai rischi di rialzo dei tassi, senza cercare di correggere il prezzamento di mercato, verrebbe interpretato come un segnale di politica restrittiva.

Questo lascia a Warsh un percorso stretto: mostrarsi vigile sull'inflazione, senza vanificare il sollievo di mercato creato dal greggio più economico.