Perché una Fed più restrittiva non spaventa Wall Street
Sentiment IA: 72/100 Rialzista
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Acquistare SPY. L'articolo indica che Wall Street sta spostando le attese sui tagli dei tassi al 2027, eppure le azioni restano resilienti grazie a utili solidi, una crescita di circa il 2% e investimenti continui in intelligenza artificiale. Questa combinazione sostiene una politica di tassi più elevati per più tempo senza compromettere il motore degli utili, mantenendo la domanda per l'S&P anche se la Fed resta restrittiva.
Rischio chiave: Gli utili deludono in modo significativo (tagli alle guidance o compressione dei margini) e il mercato smette di premiare la resilienza.
Acquistare XLF. Tassi più elevati per un periodo prolungato tendono a favorire il margine di interesse netto delle banche e a sostenere la qualità del credito, fintanto che il mercato del lavoro rimane solido. Con la Fed che non taglia nel 2026, il contesto dei rendimenti resta favorevole, mentre l'articolo evidenzia una continua resilienza economica e una forte attività aziendale.
Rischio chiave: Uno shock creditizio (aumento dei default/charge-off) costringe le banche a irrigidire i criteri e ad assorbire perdite, annullando il beneficio derivante dai tassi più alti.
- Le principali banche si aspettano sempre più che i tagli della Federal Reserve vengano rinviati.
- Utili robusti e spese per l'IA continuano a sostenere le azioni.
- Bitcoin e oro faticano mentre prende piede la prospettiva di tassi più elevati.
Le azioni statunitensi mostrano una sorprendente resilienza mentre Wall Street abbandona sempre più le attese di tagli dei tassi della Federal Reserve nel breve termine.
Diverse importanti istituzioni finanziarie hanno recentemente posticipato le loro previsioni per un allentamento monetario, con alcune che ora si aspettano che la Federal Reserve mantenga i tassi invariati per tutto il 2026.
Nonostante la prospettiva più restrittiva, gli strategist rimangono complessivamente costruttivi sulle azioni, in particolare negli Stati Uniti.
Standard Chartered, nel suo outlook d'investimento per la seconda metà del 2026 pubblicato il 19 giugno, ha dichiarato di rimanere overweight sulle azioni globali, con una preferenza per i titoli statunitensi e quelli dei mercati asiatici escluse il Giappone.
La banca prevede che il tasso dei Federal Funds resterà nell'intervallo 3,5%–3,75% per il resto del 2026, con un unico taglio di 25 punti base previsto nella prima metà del 2027.
La banca si aspetta che utili societari robusti e la continua resilienza dell'economia sostengano i mercati nonostante i costi di indebitamento elevati. Prevede che l'S&P 500 raggiungerà 7.950 entro la metà del 2027.
Standard Chartered ha affermato che l'economia statunitense sta andando meglio di quanto molti temessero, con la crescita del secondo trimestre che si attesta intorno al 2,2% su base annua e destagionalizzata.
La crescita annuale è attesa in media intorno al 2,1%, sostenuta da spese in conto capitale legate all'intelligenza artificiale, da un mercato del lavoro in ripresa e da un aumento dell'attività manifatturiera.
Wall Street posticipa le attese sui tagli dei tassi
La prospettiva costruttiva per le azioni arriva mentre gli investitori si adeguano a una Federal Reserve che sembra sempre meno incline ad allentare la politica.
Goldman Sachs ha recentemente posticipato la sua previsione per i prossimi tagli della Fed al 2027.
La banca ora si aspetta che i responsabili politici mantengano i tassi invariati per tutto il 2026 prima di operare riduzioni a giugno e dicembre 2027.
La revisione è seguita a dati sul mercato del lavoro più solidi del previsto e riflette l'aspettativa che crescita economica e pressioni inflazionistiche rimarranno sostenute.
Citigroup ha anch'essa ritardato il suo calendario di allentamento atteso. La banca ora prevede tagli dei tassi a ottobre e dicembre 2026, seguiti da un'ulteriore riduzione a gennaio 2027, dopo aver in precedenza previsto tagli a partire da settembre.
Nel frattempo, UBS Global Wealth Management ha spostato il primo taglio atteso al 2027, prevedendo riduzioni a marzo e giugno del prossimo anno anziché tagli a partire da quest'anno.
Le revisioni sono arrivate dopo che i responsabili della Federal Reserve hanno segnalato un atteggiamento più cauto sull'inflazione, inducendo gli investitori a rivedere le aspettative che tassi più bassi sarebbero arrivati rapidamente.
Altre attività faticano con tassi più alti
Se le azioni hanno in gran parte assorbito lo spostamento verso una politica più restrittiva, altre classi di attività sono state meno resilienti.
Bitcoin scambiava vicino a $62.000 venerdì dopo essere sceso da oltre $67.000 all'inizio della settimana.
La criptovaluta ha faticato a recuperare slancio anche mentre le azioni si riprendevano, riflettendo la pressione che tassi più elevati esercitano sugli asset speculativi.
I costi di indebitamento più elevati riducono tipicamente l'attrattiva di asset che non generano reddito, soprattutto quando i rendimenti su liquidità e investimenti a reddito fisso restano elevati.
Anche l'oro si è indebolito. I futures sono recentemente scesi dell'1,8% a circa $4.173 l'oncia dopo aver trattato sopra $4.350 all'inizio della settimana.
L'aumento dei rendimenti reali e un dollaro più forte hanno pesato sulla domanda per il metallo prezioso, che non offre rendimento agli investitori.
La divergenza è diventata sempre più marcata. Mentre le azioni continuano a spingersi verso massimi record, sia Bitcoin sia l'oro hanno faticato a mantenere i guadagni poiché i mercati prezzano un periodo più lungo di politica monetaria restrittiva.
Utili e spesa per l'IA alimentano la fiducia
Piuttosto che fare affidamento su tassi più bassi per giustificare valutazioni più elevate, gli investitori sembrano concentrarsi sempre più sulla crescita degli utili e sulle tendenze di spesa aziendale.
Gli investimenti in intelligenza artificiale rimangono uno dei motori più forti delle spese in conto capitale nell'economia statunitense, sostenendo la domanda nei settori della tecnologia, delle infrastrutture e della manifattura.
I mercati hanno vacillato brevemente dopo la prima riunione di politica monetaria del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh, che ha messo in evidenza le preoccupazioni dei responsabili politici sull'inflazione.
Tuttavia, le azioni si sono rapidamente riprese, agevolate dall'ottimismo intorno a un accordo tra Stati Uniti e Iran che potrebbe contribuire a stabilizzare i mercati energetici tramite la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Per ora, il messaggio di Wall Street appare sempre più chiaro: i tagli dei tassi potrebbero essere più lontani di quanto si prevedesse, ma molti strategist ritengono che una forte crescita degli utili, la resilienza economica e il perdurante investimento nell'IA possano continuare a sostenere le azioni anche in un contesto di tassi più elevati.
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