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Kospi vola mentre i colloqui USA-Iran attenuano il panico petrolifero in Asia

Kospi vola mentre i colloqui USA-Iran attenuano il panico petrolifero in Asia
Devesh Kumar
22 giu 2026, 06:56 AM

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Acquista iShares MSCI South Korea ETF (EWY). L'articolo mostra un chiaro buy-on-risk in Corea (+2,6% Kospi) guidato da un nuovo afflusso verso titoli del settore semiconduttori/infrastrutture AI mentre il panico petrolifero si è attenuato grazie alla diplomazia USA-Iran. I semiconduttori coreani dovrebbero continuare a beneficiare di "shock energetico immediato più contenuto + rincorsa alla spesa in conto capitale per l'AI" mentre il freno della Fed resta prevalentemente una questione americana.

Rischio chiave: I colloqui naufragano e il premio per il rischio relativo a Hormuz risale, facendo impennare il petrolio e deprimendo nettamente l'appetito per il rischio globale.

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Vendi Invesco QQQ Trust (QQQ). Il rally di sollievo sembra limitato: i futures su S&P/Nasdaq sono leggermente in calo e il repricing della Fed è il freno più rilevante (rendimenti a 2 anni intorno al 4,23% e rischio di core inflation in avvicinamento). Se i rendimenti restano sostenuti, gli utili ad alta duration del Nasdaq vengono penalizzati anche mentre i semiconduttori asiatici guadagnano terreno.

Rischio chiave: I dati core dell'inflazione escono più freddi del previsto e i rendimenti crollano rapidamente, permettendo a QQQ di rivalutarsi al rialzo.

  • Le azioni asiatiche salgono mentre i colloqui USA-Iran allentano i timori sullo Stretto di Hormuz e sulle rotte petrolifere.
  • Nikkei e Kospi estendono i guadagni, trainati dalla domanda di chip e dai leader dell'AI.
  • Le scommesse su aumenti Fed spingono i rendimenti USA, mantenendo il dollaro forte e la domanda d'oro solida.

I mercati asiatici hanno iniziato la settimana in una rara parentesi di calma.

Gli investitori che avevano passato giorni a monitorare lo Stretto di Hormuz, i prezzi del petrolio e i segnali delle banche centrali hanno trovato sufficiente conforto nella nuova diplomazia USA-Iran per tornare ad assumere rischi, anche se il sollievo sembra fragile.

I negoziatori iraniani hanno detto che il primo turno di colloqui ha fatto progressi, mentre i mediatori di Qatar e Pakistan hanno indicato un percorso di 60 giorni verso un accordo finale.

Ciò ha attenuato i timori che il processo di pace provvisorio della scorsa settimana si stesse sfaldando dopo le nuove minacce da Washington e la rinnovata mossa di Teheran per limitare il traffico attraverso Hormuz.

La diplomazia attenua il panico petrolifero

La reazione è stata più evidente nel petrolio. Il Brent ha ceduto il rialzo iniziale e ha scambiato intorno a $80 al barile, ben al di sotto del picco di maggio oltre $126, mentre il petrolio statunitense è rimasto più fermo intorno a $77,50.

I flussi navali attraverso Hormuz sono rimasti più sottili del normale, mantenendo i trader cauti, ma la prospettiva di colloqui continui ha ridotto il premio per il rischio immediato.

I mercati azionari hanno reagito rapidamente. Il Nikkei giapponese è salito dell'1,9%, estendendo un poderoso rally che aveva già portato il principale indice a livelli record.

Il Kospi della Corea del Sud ha aggiunto il 2,6%, favorito da un nuovo afflusso verso titoli legati ai semiconduttori mentre gli investitori inseguivano società connesse alla domanda di infrastrutture per l'AI.

L'indice MSCI Asia-Pacific al netto del Giappone ha guadagnato circa l'1%, mentre i blue chip cinesi hanno faticato a trovare una direzione.

I futures di Wall Street sono stati meno entusiasti. I contratti sul S&P 500 sono scesi dello 0,2% e i futures sul Nasdaq hanno perso lo 0,3%, suggerendo che gli investitori non sono pronti a dichiarare concluso il rischio geopolitico.

Anche i futures europei sono stati misti, con l'Euro Stoxx 50 leggermente più basso e il FTSE in lieve rialzo.

Il repricing della Fed limita il rally di sollievo

Il freno più rilevante sul sentiment è arrivato dalla Federal Reserve.

La riunione politica della scorsa settimana ha lasciato i mercati a scontare una probabilità molto più elevata di un aumento dei tassi entro settembre, con i futures che implicano circa 38 punti base di inasprimento entro fine anno.

I rendimenti dei Treasury a due anni sono brevemente saliti al 4,2276%, il livello più alto dall'inizio del 2025, mentre gli investitori si adattavano a un messaggio della Fed più restrizionistico.

La misura preferita della banca centrale per l'inflazione core, in arrivo questa settimana, dovrebbe salire leggermente a maggio, rafforzando l'idea che i decisori politici abbiano poco margine per rilassare la politica.

Gli strategist di JPMorgan hanno sostenuto che la Fed può permettersi di essere paziente, ma il margine per ulteriori sorprese sull'inflazione si sta riducendo.

Ritengono comunque che ci sia supporto per i titoli di qualità e di crescita, per le large-cap e per i titoli tecnologici, dove la visibilità sugli utili resta più solida.

La forza del dollaro apre un'altra faglia

I maggiori rendimenti USA hanno mantenuto il dollaro solido intorno a 161,5 yen, vicino a livelli che potrebbero suscitare preoccupazione tra le autorità giapponesi.

L'euro si è aggirato intorno a $1,146, dopo aver toccato un minimo di tre mesi la scorsa settimana.

La sterlina si è indebolita mentre l'incertezza politica nel Regno Unito è tornata nel radar dei mercati.

Gli analisti della NAB hanno avvertito che le questioni sulla posizione del Primo Ministro Keir Starmer potrebbero mantenere i gilts sotto pressione.