L'oro verso i $3.800: Deutsche Bank avverte della minaccia dei rialzi Fed
Sentiment IA: 18/100 Ribassista
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Vendere i future sull'oro COMEX (o XAUUSD) perché la minaccia di rialzi dei tassi indicata da Deutsche Bank, unita ai dati US resilienti, è il fattore dominante; la banca indica esplicitamente un percorso verso circa $3,800 se la Fed dovesse aumentare i tassi 3–4 volte. La debole domanda da ETF rimuove il consueto supporto ai prezzi, quindi i rimbalzi probabilmente verranno venduti.
Rischio chiave: La Fed diventa chiaramente accomodante (o l'inflazione crolla rapidamente), provocando un forte calo dei rendimenti reali e innescando nuovi flussi in entrata negli ETF che portano l'oro sopra i $4.800.
Vendere le società minerarie aurifere (es. GDX o produttori individuali) perché tendono a sottoperformare quando l'oro scende e quando l'appetito per il rischio diminuisce. Con l'oro che affronta un percorso al ribasso e la domanda d'investimento debole, i margini dei produttori e i multipli azionari si comprimono più rapidamente rispetto al metallo.
Rischio chiave: L'oro si stabilizza e rimbalza rapidamente (es. impennata della domanda di rifugio o Fed accomodante), portando i produttori auriferi a recuperare e a sovraperformare mentre gli investitori ruotano nuovamente nel settore.
- Deutsche Bank riduce la previsione sull'oro a $4.300 nel Q3, $4.800 nel Q4.
- L'analista avverte che i rialzi della Fed potrebbero spingere il metallo verso i $3.800.
- I deflussi dagli ETF e le deboli importazioni dalla Cina erodono la domanda d'investimento per l'oro.
Deutsche Bank ha ridotto le sue previsioni sul prezzo dell'oro fino al 22%, citando dati economici statunitensi resilienti, segnali di inasprimento dalla Federal Reserve e una domanda d'investimento debole.
La banca ora prevede l'oro a $4,300 l'oncia nel terzo trimestre di quest'anno e a $4,800 nel quarto trimestre, in netto calo rispetto alle proiezioni precedenti.
Al momento della stesura, il contratto future sull'oro COMEX era a $4,145.76 l'oncia, in calo dell'1,4% rispetto alla chiusura precedente.
Il downgrade di Deutsche Bank
Bloomberg ha riferito che Deutsche Bank AG ha ridotto le sue previsioni sul prezzo dell'oro fino al 22% mentre gli investitori stemperano la loro visione rialzista.
Michael Hsueh, analista della ricerca della banca, ha scritto in una nota che «il riprezzamento delle aspettative sulla Fed, insieme ai dati macro statunitensi resilienti, ha avuto il ruolo principale nel far scendere l'oro.»
Le nuove previsioni collocano l'oro a $4,300 l'oncia nel terzo trimestre e a $4,800 nell'ultimo trimestre del 2026, rispetto a target precedenti superiori di oltre un quinto.
Sebbene entrambi i livelli implichino guadagni rispetto ai prezzi spot attuali vicino a $4,140, segnano un significativo arretramento rispetto alle aspettative rialziste precedenti.
La politica della Fed pesa sul sentiment
L'oro è già sceso di oltre l'11% in questo trimestre. La guerra in Medio Oriente ha inizialmente fatto salire i prezzi dell'energia, alimentando timori inflazionistici e aspettative di politiche monetarie più restrittive.
Nella sua riunione più recente, la Federal Reserve ha lasciato i tassi invariati ma ha segnalato un crescente sostegno a nuovi rialzi.
Il nuovo presidente Kevin Warsh si è impegnato a ripristinare la stabilità dei prezzi, rafforzando il tono restrittivo.
Hsueh ha avvertito che se la Fed aumentasse i tassi tre‑quattro volte, l'oro potrebbe cadere ulteriormente fino a circa $3,800 l'oncia.
La prospettiva di rendimenti più elevati riduce l'attrattiva di attività non fruttifere come l'oro, rendendo la domanda da ETF critica per sostenere i prezzi.
Domanda d'investimento debole
Deutsche Bank ha evidenziato che i continui deflussi dagli ETF sostenuti dall'oro hanno rimosso un pilastro chiave di supporto.
«Il consueto supporto per il metallo è notevolmente assente», ha detto Hsueh.
In Cina, lo sconto onshore rispetto ai prezzi Comex suggerisce che le importazioni non forniranno sollievo, indebolendo ulteriormente la domanda.
Questo riflette una più ampia cautela degli investitori. La scorsa settimana Goldman Sachs ha ridotto la sua previsione di fine anno di $500 a $4,900, citando aspettative che la Fed non ridurrà i tassi quest'anno.
Le banche centrali restano acquirenti
Nonostante le revisioni ribassiste, Deutsche Bank ha osservato un punto positivo: la domanda del settore ufficiale.
«L'unico pilastro che rimane solido è la domanda delle banche centrali, e ci aspettiamo che ciò continui per qualche tempo», ha scritto Hsueh.
Le banche centrali hanno diversificato le riserve lontano dal dollaro, fornendo una fonte costante di supporto per il metallo anche mentre i flussi d'investimento si indeboliscono.
Prospettive
Il downgrade sottolinea quanto rapidamente il sentiment si sia spostato nel mercato dell'oro. Con dati statunitensi resilienti, segnali di inasprimento della Fed e flussi ETF deboli,
Deutsche Bank ritiene che i prezzi rimarranno sotto pressione nel breve termine. Pur offrendo una certa stabilità, gli acquisti delle banche centrali non compensano il bilancio dei rischi, che tende verso una maggiore volatilità.
Se l'inasprimento della Fed accelera, l'oro potrebbe testare livelli più vicini a $3,800. Al contrario, se l'inflazione si attenua o i rischi geopolitici si riaccendono, la domanda da beni rifugio potrebbe fornire un sollievo temporaneo.
Per ora, i target rivisti dalla banca riflettono un atteggiamento più cauto, in linea con altre istituzioni che hanno temperato le loro prospettive rialziste.
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