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Oro al test dei 4.000$: il ricalcolo Fed mette in secondo piano il rischio Iran

Oro al test dei 4.000$: il ricalcolo Fed mette in secondo piano il rischio Iran
Devesh Kumar
24 giu 2026, 07:11 AM

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Oro (XAU/USD)

Sell XAU/USD (or short gold futures) into the Fed repricing. The article flags a stronger dollar and higher yields as the dominant driver, with gold already slipping and the next catalyst (PCE) likely to reinforce higher-for-longer if hot. Technical focus: $4,000 is the “test”; if it breaks, momentum likely accelerates toward ~$3,800.

Rischio chiave: PCE comes in cooler and the dollar/yields roll over, triggering a renewed safe-haven bid that snaps gold back above $4,000.

iShares Silver Trust (SLV)

Vendere SLV come espressione ad alta beta della stessa pressione macro. L'articolo osserva che anche argento, platino e palladio stanno scendendo, il che significa che la mossa è ampia e non solo un calo specifico dell'oro. L'argento tende ad amplificare i movimenti di tassi/dollaro, quindi il ribasso può essere più rapido se i $4,000 cedono e il rally del dollaro si estende.

Rischio chiave: Headline geopolitiche ricalcolano il rischio al rialzo (escalation in Iran) e l'argento coglie un nuovo impulso da bene rifugio che sovraperforma l'oro.

  • L'oro scivola al minimo di due settimane mentre il dollaro più forte colpisce la domanda di oro fisico.
  • Le scommesse su rialzi dei tassi della Fed mettono sotto pressione l'oro mentre i trader attendono i dati PCE USA questa settimana.
  • I dubbi su un accordo USA-Iran mantengono viva la domanda di bene rifugio mentre l'oro arretra ulteriormente.

L'ultimo ritracciamento dell'oro riflette meno un'attenuazione della paura e più un mercato che ha cambiato il quadro di riferimento.

Il metallo continua a ricevere supporto da un incerto processo di pace USA-Iran, ma ciò non è stato sufficiente a compensare un dollaro più forte e un netto ricalcolo del rischio di politica della Federal Reserve.

L'oro spot è sceso dell'1% a 4.067,51$ l'oncia nei primi scambi asiatici di mercoledì, dopo aver toccato il livello più debole dal 11 giugno.

I futures di agosto hanno perso l'1,6% a 4.083,90$. Anche argento, platino e palladio sono scesi, indicando che la pressione si è estesa all'intero complesso dei metalli preziosi anziché limitarsi al lingotto.

La forza del dollaro mette sotto pressione l'oro

Il dollaro è salito al massimo da oltre un anno, mano a mano che i trader aumentavano le scommesse sul fatto che la Fed potrebbe dover rialzare i tassi ancora quest'anno.

Questo è importante per l'oro perché il metallo non genera rendimento.

Quando i rendimenti salgono e il dollaro si rafforza, il costo-opportunità di detenere oro diventa più difficile da ignorare.

La mossa rende inoltre l'oro più caro per gli acquirenti che usano altre valute, il che può raffreddare la domanda fisica e quella d'investimento.

Un analista macro ha detto che l'ultima pressione riflette uno spostamento dalla paura di inflazione guidata dalla guerra a una narrativa sui tassi: le obbligazioni si sono indebolite, i rendimenti sono saliti, il dollaro è avanzato e l'oro ha perso terreno.

L'incertezza sull'Iran mantiene un supporto al mercato

La geopolitica non è scomparsa dal mercato. Il presidente Donald Trump ha detto che l'Iran ha accettato ispezioni nucleari a tempo indeterminato, mentre Teheran ha negato di aver fatto tale concessione.

Le due parti sembravano inoltre differire sull'accesso ai fondi esteri congelati.

Questo rende l'accordo di pace fragile, anche se i mercati hanno cominciato a rimuovere parte del premio di guerra che aveva sostenuto l'oro all'inizio dell'anno.

L'oro è in calo di circa il 23% da quando il conflitto USA-Israele con l'Iran è iniziato alla fine di febbraio.

Il calo suggerisce che gli investitori sono ora più preoccupati per un'inflazione persistente e per l'inasprimento della politica monetaria che per la domanda immediata di bene rifugio.

I dati PCE diventano la prossima prova

Il prossimo evento chiave è il rapporto sui Personal Consumption Expenditures USA di giovedì, la misura d'inflazione preferita dalla Fed.

Una lettura più forte rafforzerebbe le aspettative di tassi più elevati e potrebbe spingere l'oro verso il livello psicologicamente importante di 4.000$.

Gli analisti considerano quell'area una linea tecnica chiave. Se dovesse cedere, l'attenzione potrebbe spostarsi verso i 3.800$, con una correzione più profonda possibile se il rally del dollaro dovesse proseguire.

Per ora, l'oro rimane intrappolato tra due forze: il disagio geopolitico che limita il ribasso e una rivalutazione verso una Fed più restrittiva che mantiene le riprese sotto pressione.