Rialzisti dell'argento colpiti dalla Fed: XAG/USD scivola prima del PCE
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Vendi XAG/USD (o acquista put su XAG) sfruttando il riprezzamento dei tassi della Fed in vista del PCE. L'argento è un asset privo di rendimento e l'articolo segnala un aumento delle probabilità di un rialzo della Fed oltre a un USD più forte—entrambi esercitano pressione diretta sull'argento. La terza giornata consecutiva in calo e il fatto che l'oro sia sceso sotto i $4,000 segnalano una riduzione del rischio su ampia scala nei metalli preziosi, non solo un problema specifico dell'argento. Se il PCE conferma il quadro "tassi più alti più a lungo", è probabile che l'argento estenda rapidamente il ribasso.
Rischio chiave: Il PCE risulta molto più contenuto del previsto, obbligando a un forte calo delle probabilità di rialzo dei tassi e a una svendita del dollaro USA che scatena un rapido rimbalzo dell'argento.
Vendi GLD (SPDR Gold Shares) e/o utilizza un ETF inverso sui metalli preziosi come SH (ProShares Short Silver) come posizione satellite. La notizia indica che l'oro ha già rotto sotto i $4,000 mentre gli investitori rivalutavano l'attrattiva degli asset difensivi in un contesto di politica più restrittiva. Se il percorso della Fed resta più aggressivo dopo il PCE, sia oro che argento dovrebbero rimanere deboli insieme; l'argento tende ad amplificare i movimenti, quindi un'esposizione short sull'argento può sovraperformare.
Rischio chiave: Rischio: un ritorno della domanda per beni rifugio dopo il PCE (o una ri-escalation geopolitica) potrebbe far salire sia oro sia argento nonostante tassi più elevati.
- L'argento cala per il terzo giorno mentre il rally del dollaro e le scommesse sulla Fed erodono la domanda.
- I dati PCE USA incombono mentre i trader rivalutano il percorso dei tassi della Fed per i metalli.
- Il sollievo sul petrolio non aiuta l'argento, poiché rendimenti e dollaro restano predominanti.
L'argento si sta rendendo conto che un petrolio più economico non basta a calmare un mercato preoccupato per la Federal Reserve.
Il metallo è sceso per la terza seduta consecutiva giovedì, scambiando intorno a $56.90 l'oncia nelle ore asiatiche, mentre gli investitori riducevano l'esposizione ad asset privi di rendimento in vista di un importante rapporto sull'inflazione USA.
La mossa è avvenuta nonostante l'alleggerirsi delle tensioni in Medio Oriente abbia fatto scendere i prezzi del greggio, uno sviluppo che normalmente attenuerebbe i timori sull'inflazione.
Questa volta, tuttavia, a parlare sono il dollaro e il percorso dei tassi della Fed.
Il riprezzamento dei tassi della Fed colpisce i metalli privi di rendimento
La principale pressione sull'argento deriva da un'inversione più marcata delle aspettative sui tassi d'interesse.
I mercati ora prezzano una probabilità dell'83,1% di almeno un rialzo dei tassi della Fed entro dicembre, secondo il CME FedWatch Tool.
Questo cambiamento conta perché l'argento, come l'oro, non offre un rendimento.
Quando i trader si aspettano rendimenti più elevati da liquidità o obbligazioni a breve scadenza, i metalli preziosi diventano più difficili da detenere a meno che la domanda per beni rifugio non sia sufficientemente forte da compensare il costo opportunità.
Il presidente della Fed, Kevin Warsh, ha rafforzato l'atteggiamento della banca centrale volto a combattere l'inflazione, indicando allo stesso tempo una minore dipendenza dalle indicazioni prospettiche.
Gli analisti dicono che ciò ha reso i mercati più sensibili a ogni dato in arrivo, specialmente ai numeri sull'inflazione.
La forza del dollaro rappresenta un ulteriore vento contrario
Il dollaro ha aumentato la pressione.
L'Indice del Dollaro USA si è mantenuto vicino a 101.80, un massimo di un anno, dopo un netto rialzo spinto dalle aspettative che i tassi USA possano rimanere più alti più a lungo.
Un dollaro più forte rende l'argento più costoso per gli acquirenti che utilizzano altre valute.
Ciò può indebolire la domanda da parte di investitori esteri e operatori del mercato fisico, soprattutto quando il metallo è già sotto pressione per l'aumento dei rendimenti.
Il movimento ha pesato anche sull'intero comparto dei metalli preziosi, con l'oro che ha recentemente rotto al di sotto della soglia dei $4,000 mentre gli investitori rivalutavano l'attrattiva degli asset difensivi in un contesto di politica monetaria più restrittiva.
I dati PCE diventano il prossimo innesco
La prova immediata è il rapporto statunitense sulle spese per consumi personali (PCE) in arrivo più tardi giovedì.
Gli economisti prevedono che l'inflazione PCE headline salga al 4,1% su base annua a maggio da 3,8% ad aprile, mentre il core PCE è previsto in aumento fino al 3,4%.
Il ritracciamento del petrolio dopo i progressi nei negoziati di pace USA-Iran ha alleviato una fonte di pressione inflazionistica.
Ma i trader non sono ancora convinti che ciò basterà a cambiare la funzione di reazione della Fed.
Per l'argento, ciò lascia il bias di breve termine fragile. Un dato d'inflazione più debole potrebbe rallentare il rally del dollaro e offrire un certo sollievo.
Un dato più caldo probabilmente rafforzerebbe l'argomento a favore di una politica più restrittiva e manterrebbe XAG/USD sotto pressione.
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