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L'oro scende dopo un balzo del 2% mentre i trader temono una nuova sorpresa inflazionistica

L'oro scende dopo un balzo del 2% mentre i trader temono una nuova sorpresa inflazionistica
Devesh Kumar
15 lug 2026, 07:44 AM

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Greggio Brent (Brent futures)

Acquistare/andare long sul Brent (o sullo spread Brent/WTI se disponibile) sulla forza, puntando alla prosecuzione dopo l'escalation del blocco navale. Il petrolio è il motore della narrativa della “sorpresa inflazionistica”: un greggio più caro si trasmette ai costi di trasporto e produzione e può costringere la Fed a restare restrittiva anche se le letture dell'IPC risultassero più contenute. Ciò sostiene un premio per il rischio persistente nel settore energetico e mantiene pressione anche su oro/argento.

Rischio chiave: Una rapida de-escalation che spezzi il rally del petrolio (blocco navale rimosso, cessati gli attacchi), causando un ritorno del greggio verso valori medi e l'annullamento del premio per il rischio inflazionistico.

Oro (XAU/USD)

Vendere/andare short su XAU/USD finché resta sotto $4,100 e soprattutto su eventuali rimbalzi falliti vicino a $4,050–$4,100. Il sollievo dell'IPC viene scontato perché il petrolio sta salendo per il rinnovato rischio in Medio Oriente, il che può mantenere l'inflazione persistente e sostenere i rendimenti del Treasury e il dollaro. L'oro sta già restituendo il movimento del 2% di martedì ed è intrappolato tra il calo dei timori sui tassi e la nuova pressione dei costi energetici. Livello chiave: $4,000 è la linea—se rompe, il ribasso accelera verso i minimi di fine giugno.

Rischio chiave: Una rottura netta e mantenuta al di sopra di $4,100 che segnali l'attenuarsi dei timori per lo shock petrolifero e l'aumento continuo delle probabilità di taglio dei tassi, abbassando rendimenti e dollaro.

  • L'oro si ritira mentre il rally del greggio offusca il sollievo dai dati che mostrano un'inflazione USA più bassa.
  • Il Brent sale per il terzo giorno mentre il rinnovato conflitto USA-Iran minaccia le forniture.
  • Il supporto a $4,000 per l'oro torna al centro dell'attenzione con l'avvicinarsi dei prezzi alla produzione USA.

L'oro ha ceduto mercoledì, poiché la breve esultanza del mercato per l'attenuarsi dell'inflazione statunitense ha lasciato il posto a una domanda più scomoda: un nuovo shock petrolifero manterrà vive le pressioni sui prezzi?

Il gold spot è sceso dello 0,5% a $4,035.67 l'oncia alle 03:00 GMT, mentre i futures di agosto hanno ceduto lo 0,7% a $4,042.20.

Il calo ha cancellato in parte il balzo di oltre il 2% di martedì, quando l'oro ha raggiunto $4,100.49 dopo che i prezzi al consumo di giugno hanno sorpreso al ribasso.

Il metallo prezioso è ora tirato tra il calo dei timori sui tassi a breve termine e la prospettiva che il rinnovato conflitto in Medio Oriente rialzi nuovamente i costi energetici.

Lo shock petrolifero attenua il sollievo dell'IPC

I prezzi al consumo USA sono calati dello 0,4% a giugno, il primo calo mensile dall'aprile 2020, mentre l'inflazione annua è rallentata al 3,5%.

L'inflazione core è scesa al 2,6%, spingendo i trader a ridurre le attese per un immediato rialzo dei tassi della Federal Reserve.

I dati inizialmente hanno spinto l'oro nettamente più in alto, ma gli investitori guardano già oltre un rapporto che ha rilevato i prezzi dell'energia prima della più recente escalation.

Il Brent è salito per la terza seduta mercoledì, guadagnando l'1,2% a $85.72 al barile, dopo che gli USA hanno reintrodotto un blocco navale sui porti iraniani e le due parti si sono scambiate nuovi attacchi.

Uno strategist di OANDA ha detto che il rally del petrolio aveva reso la lettura dell'IPC sempre più retrospettiva.

Prezzi del greggio più elevati possono trasferirsi sui costi di trasporto e produzione, aumentando il rischio che la Fed mantenga una politica restrittiva anche mentre l'inflazione complessiva si raffredda.

Il ridefinirsi delle attese sulla Fed offre solo supporto parziale

I mercati dei tassi sono diventati meno orientati al rialzo, ma non hanno escluso la possibilità di ulteriori inasprimenti.

I trader ora assegnano circa il 58% di probabilità a un rialzo a settembre, dal 76% prima del rapporto sull'IPC, mentre la probabilità di una mossa entro dicembre resta intorno all'80%.

Il presidente della Fed Kevin Warsh e il presidente della Fed di Chicago, Austan Goolsbee, hanno accolto con favore il miglioramento dell'inflazione ma hanno segnalato che un solo mese favorevole non basta.

Warsh ha detto che i responsabili della politica monetaria avevano ancora lavoro da fare, mentre Goolsbee voleva diversi mesi in più di attenuazione prima di trarre conclusioni definitive.

Questa cautela limita il beneficio per l'oro.

Aspettative di tassi più basse riducono il costo opportunità di detenere un metallo non fruttifero, ma i rischi di inflazione persistenti possono innalzare i rendimenti del Treasury e sostenere il dollaro, compensando la domanda di asset difensivi.

La soglia dei $4,000 diventa la prossima prova

La battaglia tecnica immediata è incentrata sulla soglia di $4,000, che ha tenuto durante l'ondata di vendite di lunedì e ha sostenuto il rimbalzo di martedì.

Una rottura decisiva al di sotto di quel livello potrebbe esporre i minimi di fine giugno, mentre un rinnovato afflusso di acquisti dovrebbe superare $4,100 per ripristinare la spinta al rialzo.

L'indice dei prezzi alla produzione di giugno, in uscita alle 8:30 a Washington, offrirà la prossima lettura sull'inflazione a monte.

Un rapporto più debole potrebbe stabilizzare il metallo, anche se i trader potrebbero continuare a trattare con cautela i dati sui prezzi più datati mentre il petrolio resta elevato.

L'argento è sceso dello 0,3% a $58.48 l'oncia. Il platino ha guadagnato lo 0,2% a $1,635.56, mentre il palladio è salito dello 0,2% a $1,307.11.