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I prezzi del petrolio scendono mentre i trader ponderano i rischi dell'escalation USA-Iran

I prezzi del petrolio scendono mentre i trader ponderano i rischi dell'escalation USA-Iran
Rivanshi Rakhrai
16 lug 2026, 09:11 AM

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Brent (BZ=F)

Acquistare sui ribassi. L'articolo mostra che il greggio cede solo marginalmente restando vicino a un massimo di un mese, con un persistente premio per il rischio geopolitico derivante dall'escalation USA-Iran e dal rischio di interruzione nello Stretto di Hormuz. Il contesto favorisce un sostegno continuativo: qualsiasi nuovo titolo può rapidamente rivalutare al rialzo il rischio di offerta, e il mercato è esplicitamente riluttante ad assumere posizioni ribassiste.

Rischio chiave: Una netta de-escalation che rimuova la minaccia alle forniture dallo Stretto di Hormuz e annulli il premio per il rischio.

USO (ETF sul petrolio)

Acquista. Usare un proxy liquido per la stessa tesi: il petrolio resta vicino ai recenti massimi nonostante il realizzo dei profitti, il che indica che i ribassi vengono comprati. USO offre un'esposizione diretta al sostegno geopolitico continuato senza richiedere il timing perfetto sui futures.

Rischio chiave: Il petrolio crolla materialmente (non solo un piccolo ritracciamento) perché i timori di conflitto svaniscono e i prezzi scendono al di sotto della recente zona di supporto.

  • I prezzi del petrolio sono scesi mentre i trader incassavano profitti dopo i recenti forti rialzi.
  • I mercati hanno monitorato l'escalation delle tensioni USA-Iran e i potenziali rischi di interruzione delle forniture.
  • Il greggio è rimasto vicino ai massimi di un mese nonostante il ritracciamento di giovedì.

I prezzi del petrolio hanno leggermente ceduto giovedì, con i trader che hanno realizzato profitti dopo i recenti rialzi, pur continuando a monitorare l'escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran.

Nonostante il calo, gli investitori sono rimasti cauti, poiché il peggioramento della situazione geopolitica continua a suscitare timori su potenziali interruzioni delle forniture globali di greggio, in particolare attraverso lo Stretto di Hormuz.

I futures sul Brent hanno perso 24 centesimi, pari allo 0,28%, a $84,95 al barile, dopo aver inizialmente prolungato i rialzi per la quarta sessione consecutiva.

Sebbene i prezzi abbiano ceduto più tardi nella giornata, il riferimento internazionale è rimasto vicino al massimo di un mese raggiunto in precedenza nella sessione.

Anche il WTI (West Texas Intermediate) ha scambiato in calo durante la sessione asiatica, scendendo di oltre l'1% e posizionandosi appena sotto la soglia dei $79,00.

Tuttavia il ritracciamento ha mostrato una limitata forza ribassista, con il riferimento che è rimasto vicino ai massimi di oltre un mese registrati all'inizio della settimana.

L'escalation USA-Iran sostiene i prezzi del greggio

L'ultimo movimento dei prezzi del petrolio è avvenuto in un contesto di nuova escalation delle ostilità tra Stati Uniti e Iran.

Mercoledì gli Stati Uniti hanno lanciato attacchi contro i sistemi di difesa costiera e le postazioni missilistiche iraniane dopo aver reintrodotto un blocco navale nei porti iraniani.

In risposta, l'Iran ha minacciato di interrompere ulteriori esportazioni energetiche regionali, definendo il conflitto una guerra esistenziale con gli Stati Uniti.

La confrontazione si è intensificata dall'inizio della settimana, con forze statunitensi che hanno condotto un'ulteriore ondata di raid aerei mirati alle infrastrutture missilistiche e dei droni iraniani.

Teheran ha risposto lanciando attacchi di ritorsione con droni e missili contro strutture militari legate agli Stati Uniti nella regione.

Il conflitto in escalation ha aumentato i timori di possibili interruzioni delle forniture, soprattutto se le tensioni dovessero ulteriormente intensificarsi intorno allo Stretto di Hormuz, via chiave per le spedizioni petrolifere globali.

Gli investitori attendono nuovi sviluppi

Nonostante il calo di giovedì, i trader sono rimasti riluttanti a prendere posizioni ribassiste aggressive, poiché l'incertezza geopolitica continua a sostenere i prezzi del greggio.

Il Brent era salito di quasi $1 in precedenza nella sessione prima di invertire la rotta, mentre sia Brent sia WTI hanno continuato a scambiare vicino ai recenti massimi mensili, a testimonianza dell'atteggiamento prudente del mercato.

Gli investitori sembravano attendere ulteriori sviluppi in Medio Oriente prima di formulare nuove scommesse direzionali.

L'incertezza persistente sul conflitto ha mantenuto un premio per il rischio geopolitico inserito nei prezzi del petrolio, anche se i trader hanno realizzato profitti a seguito del recente rally.

Di conseguenza, il sentiment di mercato suggerisce che qualsiasi correzione significativa dei prezzi del greggio potrebbe attirare nuovo interesse all'acquisto, mentre gli operatori continuano a monitorare l'evoluzione del quadro geopolitico.

Per ora i mercati petroliferi rimangono altamente sensibili agli sviluppi in Medio Oriente, con i trader che osservano da vicino gli eventi che potrebbero influenzare le forniture energetiche globali e determinare la prossima direzione dei prezzi del greggio.