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Sondaggio BCE segnala allentamento delle aspettative su salari e costi nell'area euro

Sondaggio BCE segnala allentamento delle aspettative su salari e costi nell'area euro
Rivanshi Rakhrai
20 lug 2026, 12:09 PM

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Posizione lunga su obbligazioni indicizzate all'inflazione dell'Eurozona (5y5y)

Acquistare obbligazioni indicizzate all'inflazione dell'Eurozona, puntando all'area dei breakeven a 5 anni (ad es., acquistare swap di inflazione 5y5y dell'Eurozona o linker equivalenti). Il sondaggio mantiene stabili le aspettative di inflazione a 1 e 3 anni (~3,0%) e solo leggermente più alte a 5 anni (3,1%), mentre si attenuano le pressioni sui costi a breve termine. Ciò sostiene un graduale calo del premio per il rischio d'inflazione e dei breakeven.

Rischio chiave: Shock sul petrolio/energia spingono le aspettative di inflazione verso l'alto lungo la curva, rialzando i breakeven e compromettendo lo scenario di "aspettative stabili".

Short su EUR / riallineamento verso una BCE più restrittiva

Vendere EUR contro USD (ad es., EURUSD). Il sondaggio della BCE mostra un attenuarsi delle aspettative su salari e prezzi di vendita (salari 2,5% vs 2,8%; prezzi 3,2% vs 3,5%), il che riduce il rischio di una spirale salari-prezzi. Ciò riduce le probabilità di un inasprimento aggressivo nel breve termine, anche se l'inflazione è ancora intorno al 3%.

Rischio chiave: L'inflazione trainata dall'energia si riaccelera e le imprese riallineano verso l'alto salari e prezzi di vendita, costringendo la BCE a tornare su un percorso più restrittivo.

  • Le imprese dell'area euro prevedono una crescita più lenta di prezzi di vendita e salari per il prossimo anno.
  • Il sondaggio della BCE mostra un allentamento delle pressioni sui costi nonostante l'inflazione sostenuta dall'energia.
  • Le aspettative di inflazione rimangono sostanzialmente stabili alla vigilia della riunione della BCE sui tassi.

Le imprese dell'area euro prevedono che i prezzi di vendita e la crescita dei salari aumenteranno a un ritmo più moderato nei prossimi 12 mesi, secondo un sondaggio pubblicato dalla Banca centrale europea lunedì.

I risultati si aggiungono alle evidenze che il recente aumento dell'inflazione, dovuto in gran parte ai maggiori costi energetici, non ha ancora generato pressioni sui prezzi di secondo giro più ampie nell'economia.

L'inflazione nell'area dell'euro è attualmente intorno al 3%, rimanendo ben al di sopra dell'obiettivo del 2% della BCE a causa dei costi energetici elevati.

I responsabili di politica hanno espresso preoccupazione che una crescita persistente dei prezzi a questi livelli possa aumentare le aspettative di inflazione e innescare richieste salariali più forti, creando potenzialmente un ciclo difficile da rompere di aumento dei prezzi e dei salari.

Calano le aspettative sui prezzi di vendita

Secondo l'Indagine sull'accesso al finanziamento delle imprese della BCE, le imprese ora prevedono che i prezzi di vendita aumenteranno del 3,2% nei prossimi 12 mesi.

Si tratta di un calo rispetto alla previsione del 3,5% registrata tre mesi prima.

Il sondaggio ha inoltre mostrato che le imprese prevedono che i costi degli input non salariali, comprese le spese energetiche, aumenteranno del 5,2% durante il prossimo anno.

Questo confronto con una stima precedente del 5,8% indica che le aziende si attendono un certo allentamento delle pressioni sui costi.

La BCE ha dichiarato: "In media, le imprese si aspettavano che i prezzi di vendita, i costi degli input non salariali e le aspettative salariali crescessero in modo più moderato nei prossimi 12 mesi."

Più di 5.000 imprese hanno partecipato al sondaggio.

Si attenuano le aspettative di crescita salariale

Il sondaggio ha anche indicato che le imprese prevedono un rallentamento della crescita salariale.

Le imprese prevedono che i salari aumenteranno del 2,5% nel prossimo anno, rispetto al 2,8% del trimestre precedente.

La BCE ha affermato che queste cifre costituiranno un importante input per i responsabili di politica mentre si preparano alla riunione di politica monetaria di giovedì.

La moderazione sia delle aspettative sui prezzi di vendita sia di quelle salariali potrebbe fornire ai responsabili di politica ulteriori prove che le pressioni inflazionistiche più ampie non si sono ancora radicate profondamente, nonostante i prezzi energetici elevati.

Le aspettative di inflazione restano stabili

Mentre le imprese hanno abbassato le loro previsioni sui prezzi di vendita e sulla crescita salariale, il loro orizzonte di inflazione a più lungo termine è rimasto sostanzialmente invariato.

Il sondaggio ha mostrato che le aspettative di inflazione a uno e a tre anni sono rimaste stabili al 3,0%.

Nel frattempo, l'aspettativa di inflazione a cinque anni è lievemente salita al 3,1%, rispetto al 3,0% di tre mesi prima.

Il quadro relativamente stabile delle aspettative di inflazione suggerisce che le imprese continuano a prevedere una crescita dei prezzi al di sopra dell'obiettivo della BCE nel medio termine, anche se le aspettative sugli aumenti dei costi a breve termine risultano più moderate.

L'attenzione si sposta sulla decisione di politica della BCE

Il sondaggio arriva alla vigilia della riunione di politica della BCE prevista per questa settimana.

I mercati si aspettano in larga misura che la banca centrale lasci i tassi di interesse invariati nella riunione.

Tuttavia, l'aumento dei prezzi del petrolio ha aumentato le aspettative che la BCE possa decidere un ulteriore aumento dei tassi a settembre, portando potenzialmente il tasso sui depositi dal livello attuale del 2,25%.

Gli ultimi risultati del sondaggio forniscono ai responsabili di politica nuovi elementi su come le imprese vedono i prezzi futuri, i costi degli input e i salari.