Dow -150 punti: petrolio sopra $100 e aumentano scommesse su rialzi Fed

Sentiment IA: 18/100 Ribassista
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Il petrolio è il motore (WTI >$100, interruzioni nello Stretto di Hormuz/Mar Rosso) e sta alimentando rendimenti più alti tramite i timori inflazionistici. Pair trade: vendere USO (esposizione al petrolio) e comprare TLT (Treasury a lunga durata) per esprimere l'idea che “lo shock petrolifero sfuma in pressione sui tassi e quindi rischio di crescita.” Se i rendimenti raggiungono il picco a causa dell'inflazione, TLT può comunque trarne beneficio se il mercato si muove dai rialzi al timore per la crescita.
Rischio chiave: Il petrolio continua a salire e vi rimane, costringendo la Fed a incrementare i tassi più di quanto il mercato si aspetti—danno per i Treasury a lunga scadenza.
Rendimenti più alti stanno colpendo per primi la tech ad alto beta (Intel, Micron in calo). Trade: vendere SOXX per prendere di mira la porzione del mercato sensibile alla duration che tipicamente si deprezza quando i rendimenti 2Y/10Y aumentano per effetto delle attese su PPI/CPI.
Rischio chiave: Il CPI risulta più freddo del previsto e i rendimenti scendono rapidamente—i semiconduttori rimbalzano con forza cancellando la de-rating.
- Dow in calo mentre il petrolio supera i $100 e aumentano le scommesse su rialzi Fed.
- Le azioni USA scendono mentre i rendimenti dei Treasury raggiungono nuovi massimi.
- Gli investitori attendono i dati CPI per indizi sulla prossima mossa della Fed.
Le azioni USA hanno aperto in calo giovedì, mentre i prezzi del petrolio statunitense hanno superato i $100 al barile e l'inflazione dei produttori su base annua, più alta del previsto, ha aumentato i timori sui tassi di interesse.
Il Dow Jones Industrial Average è sceso di 153 punti, mentre lo S&P 500 ha registrato un calo dello 0,56%. Il Nasdaq Composite ha segnato un ribasso dello 0,81%. I principali indici avevano interrotto una serie di tre sedute negative.
I prezzi del petrolio hanno aumentato la pressione sui mercati mentre il conflitto tra Stati Uniti e Iran è entrato nel settimo mese, interrompendo le rotte di approvvigionamento energetico attraverso lo Stretto di Hormuz e il Mar Rosso.
Il prezzo del petrolio oltre i $100
Il West Texas Intermediate (WTI) statunitense è salito di oltre il 4,6% portandosi sopra i $100 al barile, mentre il Brent ha superato i $105.
Il Brent aveva già oltrepassato i $100 nella seduta precedente, proseguendo un rally alimentato dai timori di ulteriori interruzioni dell'offerta.
Il prolungarsi del conflitto ha aumentato le preoccupazioni sulle forniture energetiche globali e sul potenziale impatto inflazionistico di costi del carburante più elevati.
Lo Stretto di Hormuz e il Mar Rosso restano fortemente disturbati, e il conflitto mostra pochi segnali di attenuazione.
L'aumento dei prezzi del petrolio ha inoltre spinto al rialzo i rendimenti dei Treasury, aggiungendo un'ulteriore fonte di pressione per i titoli azionari.
Rendimenti più elevati possono rendere le azioni relativamente meno appetibili aumentando il rendimento disponibile sui titoli di Stato.
L'inflazione dei produttori mantiene il Fed al centro dell'attenzione
Il Producer Price Index del Dipartimento del Lavoro è aumentato dello 0,4% in agosto rispetto al mese precedente, in linea con le aspettative degli economisti.
Su base annua, tuttavia, il PPI è salito del 5,4%, leggermente al di sopra del 5,3% previsto dagli economisti intervistati da Reuters.
I dati arrivano in vista del Consumer Price Index di venerdì, che gli investitori osserveranno da vicino per ulteriori indicazioni sul percorso dei tassi della Federal Reserve.
Il rapporto PPI ha aumentato l'attenzione sulla possibilità di un ulteriore rialzo dei tassi nella riunione della Fed della prossima settimana.
I futures sui Fed funds scontavano una probabilità del 70% di un aumento di 25 punti base dopo i dati, rispetto a circa il 64% prima del rapporto, secondo il CME FedWatch Tool.
I rendimenti a due anni dei Treasury, particolarmente sensibili alle attese di politica monetaria, sono saliti al 4,490%, il loro livello più alto dal 2024.
I rendimenti dei Treasury pesano sulle azioni
Il rendimento benchmark a 10 anni dei Treasury è salito al 4,901%, il suo livello più alto dal 2023, nonostante il piano del Dipartimento del Tesoro di riacquistare fino a 6 miliardi di dollari in titoli di stato a più lunga scadenza.
Il riacquisto mira a governare i rendimenti a più lungo termine, ma l'aumento dei rendimenti indica che il suo impatto immediato è stato limitato.
Rendimenti realtivamente più elevati a lungo termine hanno aggiunto pressione alle azioni mentre gli investitori valutano le prospettive per i costi di finanziamento e la crescita economica.
Le azioni dei semiconduttori ad alto beta, che hanno contribuito a guidare il mercato più ampio, sono anch'esse finite sotto pressione.
Le azioni Intel sono scese del 4,5% durante la sessione, mentre Micron Technology ha lasciato sul terreno il 3,6%.
Tra gli altri movimenti degni di nota, le azioni di Macy's sono diminuite del 2,84% nonostante abbia alzato le stime annuali dopo performance più solide delle catene Bloomingdale's e Bluemercury.
American Eagle Outfitters è scesa del 12,14% dopo aver mantenuto la previsione di vendite comparabili annuali e aver avvertito che i margini lordi del trimestre in corso potrebbero rimanere invariati rispetto a un anno fa.
Le azioni Apple sono salite dell'1,93% dopo il lancio, il giorno precedente, del Duo iPhone pieghevole da $1,999.
Gli investitori ora attendono il rapporto CPI di venerdì per ulteriori indizi sull'eventuale mossa della Fed la prossima settimana.

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