Petrolio vicino a $110, rendimenti al 5%: KOSPI e Nikkei eviteranno un calo maggiore?

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Vendere iShares MSCI South Korea ETF (EWY). L'articolo segnala una doppia pressione: il petrolio che spinge al rialzo i costi energetici importati mentre i rendimenti USA vicini al 5% aumentano i tassi di sconto sul complesso tecnologico coreano, pesante su AI e memory. La vendita netta degli esteri (2.72 trillion won) insieme alla sensibilità delle valutazioni dei chip rende probabile che il downside persista finché i rendimenti non si raffreddano.
Rischio chiave: Il petrolio e i rendimenti USA si invertono rapidamente (il Brent ritorna e il Treasury a 10 anni scende), provocando un veloce rimbalzo risk-on sulla tecnologia coreana.
Vendere iShares Currency Hedged MSCI Japan ETF (FXJ). Il Nikkei è colpito dai chip e dal rischio di irrigidimento della BOJ: rendimenti globali più alti più le attese di una politica interna più restrittiva possono comprimere sia i multipli azionari sia gli utili degli esportatori attraverso un possibile apprezzamento dello yen. I nomi legati ai chip (Kioxia, Advantest) mostrano già il punto di vulnerabilità del mercato.
Rischio chiave: La BOJ resta accomodante o segnala un percorso più lento, e lo yen si indebolisce, permettendo un rally per gli esportatori giapponesi e i titoli legati ai chip.
- Il KOSPI scende mentre petrolio oltre $108 e rendimenti USA vicino al 5% colpiscono il sentiment di mercato.
- Il Nikkei perde quasi il 3% mentre i titoli legati ai chip affondano e i rischi di rialzo della BOJ aumentano rapidamente.
- Il PPI USA più caldo aumenta le scommesse su un rialzo della Fed mentre i mercati asiatici più ampi virano al ribasso oggi.
Il KOSPI della Corea del Sud e il Nikkei 225 del Giappone hanno guidato un ampio selloff in Asia venerdì, mentre il petrolio è salito oltre $108 al barile e i rendimenti obbligazionari USA si sono avvicinati pericolosamente al 5%, riaccendendo i timori che l'inflazione possa spingere le banche centrali ad irrigidire ulteriormente la politica monetaria.
Il KOSPI è sceso di oltre il 2,5%, estendendo la debolezza di giovedì, mentre il Nikkei 225 è precipitato di circa il 2,8%.
L'Hang Seng di Hong Kong ha perso l'1,5%, il CSI 300 della Cina è sceso dell'1,2% e l'ampio indice MSCI dell'Asia-Pacifico al di fuori del Giappone è calato dell'1,8%.
I movimenti sono seguiti a un altro ritracciamento a Wall Street dopo che dati sui prezzi alla produzione USA più caldi hanno intensificato i timori sui tassi.
Il KOSPI sente la pressione del petrolio e dei rendimenti più elevati
Il selloff è particolarmente problematico per la Corea del Sud perché il mercato combina un'elevata esposizione alla tecnologia con un'economia molto sensibile ai costi energetici importati.
Il Brent è stato scambiato intorno a $108 dopo aver raggiunto quasi $110 nelle fasi iniziali della seduta, a seguito di nuove interruzioni intorno al Mar Rosso e allo Stretto di Hormuz.
Ciò aumenta i costi per i produttori mentre contemporaneamente spinge verso l'alto i rendimenti obbligazionari globali.
Il KOSPI mostrava già segni di tensione giovedì, quando gli investitori esteri hanno venduto per un netto di 2.72 trillion won di azioni, pur riuscendo a chiudere appena sopra i 7,000 punti. Samsung Electronics e SK Hynix hanno entrambe chiuso in calo.
Questo rende il calo di venerdì più che una semplice fuga dal rischio regionale.
Le valutazioni della tecnologia coreana avevano beneficiato in misura significativa dal rally dell'AI e dei chip di memoria, esponendole in modo particolare quando il tasso di sconto applicato agli utili futuri aumenta.
Il Nikkei colpito dai chip mentre l'irrigidimento della BOJ si avvicina
Il mercato giapponese ha affrontato un problema aggiuntivo: la politica monetaria interna.
Il Nikkei è sceso del 2,8%, con i titoli legati ai chip tra i maggiori perdenti. Kioxia Holdings, SoftBank Group e Advantest hanno perso approssimativamente tra il 5% e il 6%.
Allo stesso tempo, i mercati sono sempre più convinti che la Banca del Giappone (BOJ) rialzerà i tassi la prossima settimana.
Questo lascia le azioni giapponesi strette tra rendimenti globali più elevati e le attese di una politica interna più restrittiva.
Lo yen è stato scambiato intorno a 154.4 per dollaro, mentre anche i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi sono saliti.
Gli analisti di TD Securities hanno detto al Wall Street Journal che la prossima mossa dello yen dipenderà fortemente da quanto intensamente la BOJ segnalerà ulteriori irrigidimenti dopo settembre.
Un percorso più "hawkish" aggiungerebbe un'ulteriore sfida per gli esportatori.
PPI USA caldo trasforma il petrolio in un problema sui tassi globali
Il problema più profondo per KOSPI e Nikkei è che lo shock petrolifero ora si sta riversando direttamente nel dibattito sui tassi di interesse.
I prezzi alla produzione USA sono aumentati dello 0.4% in agosto e del 5.4% su base annua.
I prezzi dell'energia sono stati il principale motore della crescita mensile dei beni, mentre i prezzi del diesel sono balzati del 24.1%, secondo il Bureau of Labor Statistics.
Questo ha spinto il rendimento del Treasury a 10 anni verso il 4.97% e quello a 30 anni intorno al 5.38%, il livello più alto da quasi due decenni.
I mercati ora attribuiscono circa il 70% di probabilità a un rialzo della Fed la prossima settimana.
Il strategist di JPMorgan Asset Management Tai Hui ha detto al Financial Times che l'ampliamento del conflitto in Medio Oriente rischia di far salire ulteriormente i costi energetici globali man mano che aumenta la pressione intorno alle principali rotte marittime.
Il rapporto CPI USA di venerdì è quindi il prossimo test. Un dato più caldo rafforzerebbe la peggiore combinazione per le azioni: petrolio caro, rendimenti più elevati e meno margine di manovra per le banche centrali.

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