Dow chiude a -400 punti mentre il petrolio USA supera i $100 e crescono le scommesse su un rialzo della Fed

Dow chiude a -400 punti mentre il petrolio USA supera i $100 e crescono le scommesse su un rialzo della Fed
Ananthu C U
10 set 2026, 22:29 PM

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Invezz
Short sul beta petrolifero USA (XLE)

Vendere l'Energy Select Sector SPDR (XLE). Il petrolio è già oltre i $100 con le interruzioni nello Stretto di Hormuz/Mar Rosso già scontate; la reazione del mercato si sta trasformando in un freno legato a tassi/inflazione per le azioni. XLE dovrebbe sottoperformare mentre rendimenti più elevati mettono pressione sull'intero listino e gli investitori ruotano fuori dai rischi sensibili al petrolio.

Rischio chiave: Il petrolio continua a salire a causa di un nuovo shock all'offerta, costringendo XLE a impennarsi nonostante i timori sui tassi.

Short sui semiconduttori a lunga duration (SOXX)

Vendere l'iShares Semiconductor ETF (SOXX). L'articolo segnala i chip come ad alta beta e specifica che Intel e Micron sono scese di circa il 5% mentre i rendimenti a 10 anni sono balzati oltre il 4,945%. Se la Fed dovesse alzare i tassi la prossima settimana, i multipli di crescita a lunga duration si comprimerebbero ulteriormente; SOXX è il paniere pulito per questo movimento.

Rischio chiave: I rendimenti scendono rapidamente (Fed più accomodante o inflazione più bassa), permettendo ai semiconduttori di rimbalzare ed eliminare la tesi di compressione dei multipli.

  • I titoli USA sono scesi mentre i prezzi del petrolio sono saliti oltre i $100.
  • Sono aumentate le scommesse su rialzi dei tassi della Fed in vista del rapporto CPI di venerdì.
  • I rendimenti dei Treasury sono saliti con l'aumento delle preoccupazioni sull'inflazione.

I titoli statunitensi sono scesi giovedì mentre i prezzi del petrolio sono saliti oltre i $100 al barile, alimentando timori sull'inflazione e aumentando le aspettative che la Federal Reserve possa innalzare i tassi la prossima settimana.

Il Dow Jones Industrial Average ha perso 400 punti, ovvero lo 0,76%, mentre l'S&P 500 è sceso dello 0,65%.

Anche il Nasdaq Composite ha registrato un calo dello 0,68%. I ribassi sono arrivati mentre il protratto conflitto USA-Iran continuava a interrompere le rotte energetiche e a spingere i prezzi del petrolio al rialzo.

I prezzi del petrolio spingono i titoli al ribasso

Il West Texas Intermediate (WTI) statunitense ha chiuso a $102,95 al barile, in aumento del 7,1%, segnando la chiusura più alta dal 19 maggio.

Il WTI ha guadagnato il 52,9% da quando la guerra in Iran è iniziata alla fine di febbraio ed è in rialzo del 78,47% da inizio anno.

Anche i contratti futures sul Brent sono saliti, trattando oltre i $108 al barile durante la sessione di giovedì.

Le interruzioni alle spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz e il Mar Rosso hanno alimentato timori su ulteriori carenze di offerta.

L'aumento dei prezzi del petrolio ha inoltre spinto il rendimento del Treasury a 10 anni oltre il 4,945%, il livello più alto almeno dall'ottobre 2023.

Rendimenti più elevati possono mettere pressione sulle valutazioni azionarie e aumentare i costi di indebitamento per aziende e consumatori.

Le azioni dei chip ad alta beta, che sono state tra le migliori durante il rally del mercato, sono finite sotto pressione. Intel e Micron Technology sono scese entrambe del 5%.

I dati sull'inflazione tengono la Fed al centro dell'attenzione

Un rapporto sui prezzi alla produzione negli Stati Uniti pubblicato giovedì ha mostrato che i prezzi alla produzione sono aumentati dello 0,4% ad agosto, in linea con le attese.

Su base annua, il PPI è salito del 5,4%, rimanendo ben al di sopra dell'obiettivo di inflazione del 2% della Federal Reserve.

I dati sono arrivati in vista del rapporto sull'indice dei prezzi al consumo di venerdì, che gli investitori monitorano per ulteriori indizi sulla decisione sui tassi della Fed.

Sia il PPI che il CPI alimentano l'indice dei prezzi per le spese per consumi personali, la misura di inflazione preferita dalla Fed.

I Fed funds futures prezzavano una probabilità del 74% di un aumento di un quarto di punto dopo la riunione della prossima settimana.

Dati separati mostravano che i trader valutavano intorno al 70% la possibilità di almeno un aumento di 25 punti base.

L'aumento dei prezzi del petrolio e dei rendimenti dei Treasury ha aumentato i timori che l'inflazione possa rimanere elevata, mentre gli investitori valutano le prospettive di crescita economica e dell'occupazione.

L'S&P 500 resta sotto il massimo storico

I principali indici statunitensi sono entrati in giornata giovedì dopo tre giorni di ribassi.

L'S&P 500 è ora quasi il 3% sotto il suo massimo di chiusura record del 13 agosto, sebbene l'indice sia in rialzo dell'11% nel 2026.

Nonostante il recente ritracciamento, il benchmark è scambiato a circa 19 volte gli utili attesi, la valutazione più bassa dall'aprile 2025.

Il calo è avvenuto parallelamente a un solido outlook sugli utili.

Anche i singoli titoli si sono mossi in modo deciso.

Nvidia e Micron Technology hanno pesato sull'S&P 500, mentre Apple è salita un giorno dopo il lancio del suo iPhone da $1,999.

Le azioni di Macy’s sono calate nonostante l'operatore di grandi magazzini abbia aumentato le previsioni annuali, mentre American Eagle Outfitters è scesa al suo livello più basso da ottobre dopo aver mantenuto le prospettive sulle vendite comparabili annuali.

Gli investitori ora guardano ai dati sull'inflazione dei consumatori di venerdì per ulteriori indicazioni su come i prezzi del petrolio e le pressioni inflazionistiche più ampie potrebbero influenzare la prossima decisione di politica della Fed.