Perché HSBC prevede un indebolimento del dollaro nonostante i guadagni?

Perché HSBC prevede un indebolimento del dollaro nonostante i guadagni?
Rivanshi Rakhrai
13 apr 2026, 15:57 PM

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Long sull'oro (XAUUSD)

Acquistare oro spot/CFD (XAUUSD). Motivazione: l'oro è in calo di circa il 10% dal suo picco, e HSBC collega un rinnovato trend rialzista a (1) un allentamento delle ostilità, (2) la completa riapertura dello Stretto di Hormuz e (3) la stabilizzazione del petrolio. Se la situazione in Iran si attenuasse anche senza un accordo completo, la domanda di beni rifugio potrebbe riaffermarsi mentre il supporto prospettico del dollaro si indebolisce.

Rischio chiave: Il petrolio continua a salire e la domanda di beni rifugio resta concentrata su USD/Treasuries, impedendo all'oro di riconquistare il trend.

Short sul dollaro (DXY)

Vendere il dollaro USA rispetto a un paniere: posizioni short sul DXY (o comprare EURUSD/GBPUSD). Motivazione: HSBC si aspetta che il USD si indebolisca nel tempo perché la Fed non sta aumentando i tassi né è diventata decisamente restrittiva, e la "mancanza di visibilità" suggerisce spostamenti di politica più lenti piuttosto che un sostegno continuativo al dollaro. Il rischio geopolitico è già prezzato, mentre petrolio e condizioni finanziarie stanno penalizzando le valute non statunitensi più che quelle USA — quindi il supporto marginale al dollaro tende a scomparire mentre le negoziazioni restano irrisolte senza degenerare in uno shock di avversione al rischio sostenuto.

Rischio chiave: Un pivot della Fed verso un inasprimento restrittivo (o un'escalation prolungata che provochi un duraturo rally del dollaro legato all'avversione al rischio).

  • Il dollaro avanza dopo il fallimento dei colloqui sull'Iran e l'escalation delle tensioni.
  • HSBC cauto sulla sostenibilità della forza del dollaro USA nonostante i recenti guadagni.
  • Prezzi del petrolio e geopolitica restano fattori chiave per i movimenti valutari.

Il dollaro USA è salito lunedì dopo che i colloqui del fine settimana tra Washington e Teheran non hanno prodotto un accordo per porre fine al conflitto in corso.

Secondo CNBC, il dollaro ha guadagnato 0.3% nei confronti dell'euro, scambiando a $1.169, e ha registrato un +0.25% rispetto alla sterlina britannica a $1.342.

L'aumento della valuta è avvenuto dopo il fallimento delle trattative di pace, seguito da una dichiarazione di Donald Trump che indicava che gli Stati Uniti avrebbero avviato un blocco di tutto il traffico marittimo in entrata e uscita dai porti iraniani.

L'annuncio ha accresciuto l'incertezza geopolitica e ha fornito un supporto modesto al dollaro.

Nonostante l'escalation, la domanda di dollari da parte degli investitori è rimasta contenuta dall'inizio del conflitto con l'Iran.

Tuttavia, la valuta ha comunque registrato guadagni di circa il 2% rispetto a un paniere di principali valute a marzo.

Dinamiche di mercato plasmate dal petrolio e dalle condizioni finanziarie

Gli sviluppi recenti nei mercati globali hanno creato venti contrari per le altre valute.

Prezzi del petrolio più alti, un dollaro USA più forte e condizioni finanziarie statunitensi più restrittive hanno collettivamente messo pressione sui mercati valutari.

La forza relativa del dollaro USA durante il conflitto è stata in gran parte attribuita all'autosufficienza del paese nella produzione di energia.

Al contrario, economie come il Regno Unito e la zona euro risultano più vulnerabili all'aumento dei prezzi del petrolio e del gas a causa della loro forte dipendenza dalle importazioni.

Questa divergenza ha amplificato l'appeal del dollaro, in particolare durante periodi di rischio geopolitico elevato.

Gli analisti di HSBC restano cauti sulle prospettive del dollaro

Gli analisti di HSBC hanno sottolineato la complessità dell'attuale contesto in una nota pubblicata venerdì.

Pur riconoscendo la tentazione di adeguare le previsioni a favore di un dollaro più forte, hanno espresso esitazione.

Secondo CNBC, ha scritto: "Adottare un dollaro più forte nelle nostre previsioni è allettante."

Ha aggiunto inoltre che erano "riluttanti" a compiere tale cambiamento e prevedono invece che il dollaro si indebolisca nel tempo.

Gli analisti hanno indicato due ragioni principali a supporto delle loro prospettive.

Primo, facendo riferimento alle recenti osservazioni del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, hanno dichiarato: "Quando manca visibilità, è prudente rallentare piuttosto che cambiare completamente direzione."

"In secondo luogo, poiché la Fed non è in un ciclo di rialzi né ha assunto un orientamento apertamente restrittivo, esistono vincoli sottostanti che operano contro il dollaro in senso ampio," hanno aggiunto.

L'oro sotto pressione in un contesto di domanda per beni rifugio variabile

Mentre il dollaro ha registrato guadagni modesti, altri tradizionali beni rifugio non hanno performato altrettanto bene.

L'oro è sceso di circa il 10% rispetto al suo massimo storico da quando gli Stati Uniti e Israele hanno iniziato gli attacchi contro l'Iran il 28 febbraio.

Gli analisti di HSBC hanno suggerito che la traiettoria rialzista del metallo prezioso potrebbe riprendere, ma solo a determinate condizioni.

Hanno indicato che una ripresa sostenuta dei prezzi dell'oro richiederebbe probabilmente la cessazione delle ostilità, la completa riapertura dello Stretto di Hormuz e una stabilizzazione dei prezzi del petrolio a livelli più costanti.

Fino ad allora, ci si aspetta che i partecipanti al mercato rimangano concentrati sugli sviluppi geopolitici e sul loro impatto più ampio su valute e materie prime.