Perché i prezzi dell'oro salgono nonostante l'allentamento delle tensioni in Medio Oriente?
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Acquistare oro spot. L'articolo evidenzia un chiaro vento favorevole: un dollaro più debole e rendimenti del Treasury in calo riducono il costo opportunità dell'oro, mentre il fatto che l'Iran 'stia esaminando una proposta di pace USA' migliora il sentiment sul rischio senza risolvere completamente l'incertezza sul nucleare/lo Stretto — sufficiente a sostenere le offerte sul mercato. Attendersi un seguito finché i rendimenti continuano a scendere e i titoli non diventano nettamente ostili.
Rischio chiave: Una improvvisa escalation in Medio Oriente che faccia salire il dollaro e i rendimenti dei Treasury, invertendo i venti favorevoli per l'oro.
Acquistare argento rispetto all'oro. L'argento ha guadagnato di più nella settimana e beneficia dello stesso contesto dollar/rendimenti, ma tende anche a reagire maggiormente quando gli investitori ruotano in senso lato verso i metalli preziosi. Se l'oro mantiene la sua fascia, la forza relativa dell'argento suggerisce margini per sovraperformare.
Rischio chiave: Un forte colpo alle aspettative sulla domanda industriale che faccia restare l'argento indietro rispetto all'oro anche se quest'ultimo rimane supportato.
- Il gold spot sale dello 0,3% a $4,701.19, massimo dal 27 aprile.
- Il dollaro scivola mentre i rendimenti dei Treasury scendono dello 0.6% nella settimana.
- L'Iran esamina una proposta di pace USA; gli analisti segnalano il rischio di oscillazione in un intervallo.
L'oro è salito per la terza seduta consecutiva giovedì, sostenuto da un dollaro più debole e da un ottimismo crescente, seppur ancora fragile, sul possibile avvicinamento tra Washington e Teheran verso un accordo diplomatico.
Il gold spot è salito dello 0,3% a $4,701.19 l’oncia — il livello più alto dal 27 aprile — mentre il contratto futures di giugno ha guadagnato lo 0,4% a $4,710.60.
Il metallo è ora aumentato di oltre il 3% solo in questa settimana.
Teheran ha confermato mercoledì di stare esaminando una proposta di pace statunitense, una mossa che, secondo fonti, porrebbe formalmente fine alle ostilità lasciando tuttavia irrisolte le richieste di Washington che l'Iran sospenda il suo programma nucleare e garantisca la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz.
L'Iran ha subito aggiunto di non essere interessato a negoziati diretti, sottolineando la profondità della sfiducia che ancora separa i due governi.
Speranze di un accordo e un dollaro più debole spingono l'oro
Il dollaro è sceso dello 0,1% a 97,12 yen giapponesi mentre i rendimenti del Treasury a 10 anni di riferimento hanno proseguito il loro ritracciamento, calando dello 0,6% finora questa settimana.
Il calo dei rendimenti riduce il costo opportunità di detenere oro, che non paga interessi, e allo stesso tempo rende il metallo più conveniente per gli investitori con altre valute — un doppio vento favorevole che i trader hanno sfruttato rapidamente.
I mercati petroliferi hanno rispecchiato un umore simile, con il Brent che ha perso circa il 6% nella settimana mentre i trader smontavano il premio per il rischio geopolitico accumulato dall'inizio del conflitto in Medio Oriente a fine febbraio.
Lo stesso conflitto aveva in un certo momento fatto scendere l'oro di oltre il 10% dai massimi, prima che la prospettiva di un cessate il fuoco invertisse la tendenza.
I metalli preziosi hanno iniziato la seduta di giovedì in una fase di stallo in attesa dei dati sull'occupazione USA previsti per venerdì e della riunione di politica monetaria della Federal Reserve la prossima settimana, in cui è ampiamente previsto che i funzionari lascino i tassi invariati.
Altre banche centrali hanno tagliato i tassi, fornendo un ulteriore vento favorevole ad asset privi di rendimento come l'oro.
Parere degli analisti e intervallo di negoziazione
Gli analisti hanno indicato che un dollaro più debole e rendimenti del Treasury più bassi hanno contribuito ad alzare i prezzi dell'oro.
La proposta statunitense potrebbe sostenere il sentiment di mercato nel breve termine.
Tuttavia, gli analisti prevedono che l'oro resterà in una fascia di oscillazione nelle prossime settimane, trattando tra $4,600 e $5,100 l'oncia mentre l'allentamento delle tensioni geopolitiche si confronta con l'incertezza persistente sul programma nucleare dell'Iran e sullo Stretto di Hormuz.
I mercati stanno anche monitorando eventuali segnali di escalation dalla regione.
All'inizio della settimana le tensioni regionali sono rimaste elevate, con segnalazioni di incidenti con droni e operazioni militari statunitensi che coinvolgono gruppi sostenuti dall'Iran, in parallelo agli sforzi diplomatici per mantenere una fragile distensione.
L'episodio ha mostrato quanto rapidamente la situazione possa cambiare — e quanto l'oro resti sensibile a ogni titolo di notizia.
Panoramica sugli altri metalli preziosi
L'argento ha sovraperformato l'oro in termini percentuali, salendo dello 0,5% a $77.68 l'oncia, sostenuto dallo stesso contesto macro di debolezza del dollaro e calo dei rendimenti.
Il platino è scivolato dello 0,5% a $974.50, mentre anche il palladio è sceso leggermente, con entrambi i metalli appesantiti da segnali di domanda industriale più debole.
In vista del rapporto sull'occupazione di venerdì e della decisione della Fed della prossima settimana, tutti e quattro i metalli sono rimasti sostanzialmente in una fascia di oscillazione, con i trader riluttanti a prendere posizioni eccessive finché il quadro macro non sarà più chiaro.
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