Dow perde 190 punti; petrolio in rialzo, dati inflazione attenuano timori Fed
Sentiment IA: 42/100 Ribassista
Questo punteggio è generato tramite un’analisi basata sull’IA del contenuto dell’articolo.
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Acquistare futures sul WTI (o USO) e sul Brent (o BNO). Un PCE più debole attenua i timori Fed, ma il driver dominante è la rinnovata escalation USA-Iran: il rischio di interruzione nello Stretto di Hormuz è in aumento e il petrolio sta già spingendo oltre $90 WTI / $96 Brent. I dati sull'inflazione non fermeranno la pressione al rialzo guidata dall'energia, quindi il greggio dovrebbe rimanere richiesto.
Rischio chiave: Una rapida de-escalation USA-Iran o un accordo che eliminino il rischio di interruzione a Hormuz, facendo crollare il premio di rischio sul petrolio.
Vendere l'esposizione al Nasdaq-100 (QQQ) e ruotare verso difensivi a più breve duration. Il rischio geopolitico guidato dal petrolio sta spingendo i rendimenti più in alto; anche con il supporto degli utili legati all'IA, tassi più elevati comprimono i multipli di crescita a lunga duration. L'articolo mostra gli indici vicini ai massimi—è qui che gli shock sui tassi fanno più danni.
Rischio chiave: L'inflazione resta contenuta e i rendimenti rientrano, permettendo ai multipli di crescita di espandersi di nuovo nonostante i titoli geopolitici.
- Il Dow scende mentre i prezzi del petrolio salgono per le rinnovate tensioni USA-Iran.
- Dati sull'inflazione USA più deboli hanno attenuato i timori di nuovi rialzi dei tassi.
- I titoli legati all'IA e l'ottimismo sugli utili continuano a sostenere i mercati.
Wall Street ha visto scambi contrastanti giovedì mentre gli investitori hanno soppesato dati mensili sull'inflazione più deboli del previsto contro l'escalation delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran, che ha spinto i prezzi del petrolio bruscamente più in alto.
Il Dow Jones Industrial Average è sceso di 194 punti, pari allo 0,37%, mentre S&P 500 e Nasdaq Composite hanno registrato poche variazioni durante la seduta.
I mercati hanno inizialmente trovato un certo sollievo dopo che i nuovi dati sull'inflazione hanno mostrato un leggero raffreddamento delle pressioni sui prezzi ad aprile rispetto alle aspettative degli economisti.
L'indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE), la misura dell'inflazione preferita dalla Federal Reserve, è aumentato dello 0,4% su base mensile depurata dagli effetti stagionali.
Si è trattato di un aumento inferiore alle previsioni degli economisti, che indicavano un rialzo dello 0,5%.
Il tasso d'inflazione annuo si è attestato al 3,8%, in linea con le attese ma ancora ben al di sopra dell'obiettivo di lungo periodo del 2% della Federal Reserve.
I dati hanno contribuito ad attenuare i timori che le pressioni inflazionistiche stessero accelerando ulteriormente, sebbene gli investitori siano rimasti cauti mentre i prezzi dell'energia sono tornati a salire in mezzo al rinnovato aumento delle tensioni in Medio Oriente.
I prezzi del petrolio schizzano in alto mentre le tensioni tra USA e Iran si inaspriscono
Il sentiment degli investitori si è indebolito dopo rapporti secondo cui la Guardia Rivoluzionaria iraniana avrebbe preso di mira una base aerea statunitense in risposta a nuovi colpi militari americani contro un sito in Iran.
Gli sviluppi hanno ridotto le speranze di un imminente accordo diplomatico tra Washington e Teheran.
I prezzi del petrolio sono saliti di oltre il 2% durante la seduta mentre crescevano le preoccupazioni per potenziali interruzioni lungo lo Stretto di Hormuz, una delle rotte marittime più critiche per il trasporto di petrolio al mondo.
I futures sul West Texas Intermediate (WTI) sono saliti oltre $90 al barile, mentre i futures sul Brent hanno superato $96.
La Casa Bianca ha inoltre smentito i resoconti della televisione di stato iraniana secondo cui Teheran avrebbe accettato di ripristinare il traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz entro un mese come parte di un possibile accordo con gli Stati Uniti.
Il presidente Donald Trump ha inoltre respinto le notizie secondo cui Washington si stava avvicinando a un accordo di compromesso con l'Iran.
I rendimenti del Tesoro sono saliti marginalmente insieme all'aumento dei prezzi del petrolio, riflettendo i rinnovati timori inflazionistici legati ai mercati energetici e all'incertezza geopolitica.
IA e slancio degli utili continuano a sostenere i mercati
Nonostante l'incertezza geopolitica, l'ottimismo degli investitori riguardo l'intelligenza artificiale e la crescita degli utili societari ha continuato a sostenere il sentiment del mercato più ampio.
I principali indici sono entrati nel giovedì vicino ai massimi record dopo che tutti e tre avevano chiuso ai massimi storici nella sessione precedente.
L'S&P 500 è rimasto inoltre in corsa per la nona settimana consecutiva di guadagni, segnando la sua serie positiva più lunga da dicembre 2023.
Diverse società tecnologiche e legate all'IA hanno registrato forti rialzi dopo aggiornamenti su utili e guidance.
Snowflake è schizzata di circa il 33% dopo che la società di cloud data ha alzato la previsione di ricavi prodotti per l'anno e ha annunciato un accordo quinquennale da $6 billion per l'infrastruttura AI con Amazon Web Services.
Marvell Technology è salita anch'essa dopo aver pubblicato i risultati del primo trimestre, con le azioni più che raddoppiate finora quest'anno in un contesto di domanda trainata dall'AI.
Altre società tecnologiche, tra cui Datadog e MongoDB, hanno anch'esse guadagnato terreno durante la seduta.
Al di fuori del settore tecnologico, i titoli retail hanno registrato forti movimenti in seguito ai report sugli utili.
Dollar Tree è salita dopo aver alzato la previsione di utile per l'intero anno, mentre Best Buy è balzata dopo aver previsto vendite del secondo trimestre superiori alle attese di Wall Street.
Le società legate ai droni hanno inoltre registrato rialzi dopo un articolo del Wall Street Journal che ha riportato come l'amministrazione Trump stesse discutendo possibili forme di sostegno finanziario per le aziende attive nel settore dei droni.
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