Mercati puntano a più offerta mentre l'accordo USA-Iran affronta il primo test navale

Mercati puntano a più offerta mentre l'accordo USA-Iran affronta il primo test navale
Sayantan Sarkar
18 giu 2026, 09:03 AM

offerto da

Invezz
GNL (buy)

Acquistare esposizione al GNL (es. Cheniere Energy, ETF sul GNL come BOIL). I prezzi più morbidi del GNL e la prima traversata visibile attraverso Hormuz indicano aspettative di miglioramento dei flussi dal Golfo. Con il progresso nella bonifica delle mine, sia il mercato spot sia i contratti sul GNL dovrebbero rivalutarsi al rialzo rispetto ai livelli di prezzo cauti attuali.

Rischio chiave: Ritardi nella bonifica delle mine o un altro attacco aumentano i costi assicurativi/di rotta, mantenendo i flussi di GNL limitati e i prezzi deboli.

Brent greggio (sell)

Vendere futures sul Brent (o assumere esposizione short via USO). Il test della petroliera segnala un'attenuazione del premio per il rischio legato a Hormuz, e le banche hanno già ridotto le stime sui prezzi del petrolio man mano che i timori sull'offerta svaniscono. Se il traffico marittimo si normalizza anche gradualmente, il Brent dovrebbe restare contenuto vicino ai minimi recenti mentre i costi assicurativi geopolitici si comprimono.

Rischio chiave: L'Iran o gli USA rompono la tregua e Hormuz viene chiuso di nuovo, facendo schizzare rapidamente il premio per il rischio.

  • Petroliera di GNL si dirige verso Hormuz dopo l'accordo di tregua.
  • L'intesa estende una fragile tregua e mira a riaprire un corridoio energetico vitale.
  • Il Brent resta sotto i $80 mentre i trader ponderano ottimismo sull'offerta e rischi.

Una petroliera di gas naturale liquefatto (GNL) si dirige verso lo Stretto di Hormuz per la prima volta da quando l'accordo USA–Iran è entrato in vigore, segnalando un cauto ottimismo sul possibile riaprirsi delle rotte marittime dopo mesi di interruzioni, secondo un report di Bloomberg.

La traversata è osservata con attenzione sia dai trader sia dai governi, perché potrebbe segnare l'inizio di un graduale ritorno a flussi marittimi normali.

La mossa rappresenta un test significativo per l'accordo provvisorio annunciato all'inizio della settimana.

Il movimento della petroliera segnala una riapertura cauta

Secondo il report, i dati di tracciamento delle navi hanno mostrato giovedì una petroliera di GNL diretta in Asia muoversi verso Hormuz, poche ore dopo che Washington e Teheran hanno concordato di estendere una fragile tregua e riaprire lo stretto.

I progressi della nave sono monitorati attentamente da trader e governi, dato che Hormuz gestisce circa il 20% dei flussi globali di petrolio e GNL ed è stato di fatto bloccato da febbraio, quando USA e Israele hanno attaccato l'Iran.

La traversata della petroliera è vista come il primo segnale tangibile che l'accordo inizia ad attenuare le restrizioni.

Gli analisti hanno detto che, sebbene il passaggio abbia un valore simbolico, resta incerto se il traffico marittimo più ampio riprenderà rapidamente, a causa dei rischi legati alle mine, ai costi assicurativi e alle persistenti tensioni militari.

Termini dell'accordo USA–Iran

Il memorandum d'intesa tra USA e Iran estende la tregua annunciata in aprile per altri 60 giorni.

L'intesa è concepita per dare tempo ai negoziatori di lavorare verso una tregua permanente consentendo nel frattempo una ripresa limitata del transito marittimo.

L'Iran si è impegnato a iniziare la bonifica delle mine nello stretto entro una finestra di 30 giorni, dopo la quale le navi di tutti i paesi sarebbero autorizzate a navigare liberamente.

In cambio, Washington ha fatto intendere la disponibilità a sospendere alcune sanzioni durante il periodo negoziale.

Reazione dei mercati

I mercati energetici hanno reagito con cautela. I futures sul Brent sono rimasti sotto i $80 al barile, vicino ai minimi di tre mesi, mentre i trader prezzano la possibilità di un aumento dell'offerta.

Anche i prezzi del GNL si sono attenuati, riflettendo le aspettative che i flussi dal Golfo possano gradualmente normalizzarsi.

Banche d'investimento, tra cui Goldman Sachs e Morgan Stanley, hanno rivisto al ribasso le loro previsioni sui prezzi del petrolio negli ultimi giorni, citando l'accordo come fattore chiave nella riduzione del premio per rischio geopolitico.

Goldman prevede che le esportazioni dal Golfo Persico possano tornare ai livelli pre‑guerra entro fine luglio, mentre Morgan Stanley proietta una ripresa più lenta che si estenderà fino all'autunno.

Preoccupazioni del settore

Nonostante l'ottimismo, funzionari del settore hanno detto a Bloomberg che un ritorno completo ai livelli produttivi e di raffinazione pre‑guerra potrebbe richiedere settimane, mesi o persino anni.

Le compagnie assicurative restano caute nell'assumersi il rischio di polizze per traversate attraverso Hormuz finché le garanzie di sicurezza non saranno più chiare.

Anche gli armatori attendono prove che l'Iran rispetterà i suoi impegni di cessare la riscossione di tariffe di transito e di consentire il passaggio sicuro.

Il movimento della petroliera di GNL è quindi visto più come un caso di prova che come una riapertura definitiva.

Gli analisti avvertono che qualsiasi rinnovata ostilità o ritardi nella bonifica delle mine potrebbe rapidamente vanificare i progressi.

Contesto geopolitico più ampio

L'accordo arriva in un contesto di ampie manovre geopolitiche. Il presidente USA Donald Trump ha minacciato di riprendere i bombardamenti se l'Iran non dovesse “comportarsi”, sottolineando la fragilità della tregua.

Nel frattempo, i mercati globali bilanciano l'ottimismo per l'aumento dell'offerta con le preoccupazioni per il rallentamento dell'economia cinese e per i rischi di inflazione elevata in USA ed Europa.

Per ora, la traversata della petroliera di GNL attraverso Hormuz rappresenta un passo cauto verso la normalizzazione.

Se ciò anticiperà una riapertura più ampia di una delle arterie energetiche più vitali al mondo dipenderà da quanto fedelmente entrambe le parti attueranno l'accordo nelle prossime settimane.