L'oro supera i $4000, ma i trader rifiutano di inseguire il rally
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Acquistare XAU/USD per una mossa di continuazione, poiché dati USA più deboli indeboliscono il dollaro e riducono il caso di inasprimento legato all'“inflazione persistente”. L'articolo segnala il raffreddamento di ADP e ISM oltre a una diminuzione del sottoindice dei prezzi pagati — carburante per il prossimo slancio dell'oro verso $4,112 e poi $4,145 (MM a 100 giorni). In sintesi: si compra la combinazione bene rifugio + rallentamento della crescita mentre la Fed non ha ancora completamente riallineato le aspettative verso un inasprimento.
Rischio chiave: I dati sull'occupazione (NFP) risultano più forti del previsto e la narrativa sulla Fed diventa più restrittiva, spingendo il dollaro al rialzo e mantenendo l'oro sotto la resistenza.
Vendere DXY come principale driver del rimbalzo dell'oro. Il supporto immediato è il dollaro: un rallentamento delle assunzioni/manifattura USA raffredda le aspettative sui tassi e rende il metallo prezioso più economico per gli acquirenti non statunitensi. Se il dollaro continuerà a scivolare verso l'NFP, l'oro può salire gradualmente anche senza una grande escalation geopolitica.
Rischio chiave: L'NFP sorprende al rialzo e i mercati dei tassi rivedono i prezzi verso più rialzi, provocando un forte rimbalzo del dollaro che trascina l'oro al ribasso.
- L'oro resta sopra i $4,000 mentre dati USA più deboli riducono la domanda di dollari prima dell'NFP.
- Le scommesse su rialzi della Fed e l'incertezza sull'Iran mantengono limitati i guadagni dell'oro.
- L'atteggiamento di Warsh mantiene i trader dell'oro cauti nonostante i dati ADP più deboli sulle assunzioni.
Il recupero dell'oro non ha completamente cambiato le argomentazioni sul metallo prezioso.
Il metallo è tornato oltre la soglia dei $4,000 dopo che dati USA più deboli hanno fatto scendere il dollaro, ma il mercato è ancora riluttante ad inseguire prezzi più alti prima del rapporto ufficiale sull'occupazione.
I trader valutano due segnali contrastanti: un mercato del lavoro in raffreddamento che favorisce l'oro, e una Federal Reserve che resta riluttante a dichiarare la vittoria sull'inflazione.
Aggiungi la fragile diplomazia USA-Iran e un altro attacco russo a Kyiv, e l'operazione sembra più prudente che convinta.
Dati più deboli danno all'oro un po' di respiro
L'oro spot è salito dello 0,7% a $4,057.92 l'oncia negli scambi asiatici di giovedì, estendendo il recupero dopo una seduta volatile il giorno precedente.
I future sull'oro USA sono stati più deboli, scivolando dello 0,3% a $4,070.10, a indicare che il rimbalzo è ancora disomogeneo.
Il supporto immediato è venuto dal dollaro. I dati ADP hanno mostrato che i datori di lavoro privati USA hanno aggiunto 98,000 posti a giugno, sotto le aspettative e in calo rispetto a 122,000 a maggio.
Anche il settore manifatturiero si è raffreddato, con l'indice ISM che si è attestato a 53.3 da 54.
Il sottoindice dei prezzi pagati è calato bruscamente, un segnale utile per gli investitori preoccupati che i costi energetici e di approvvigionamento possano mantenere l'inflazione persistente.
Per l'oro, quella combinazione è rilevante.
Un calo delle assunzioni e una minore pressione sui prezzi degli input riducono il caso per un inasprimento aggressivo, mentre un dollaro più debole rende il metallo prezioso più conveniente per gli acquirenti non statunitensi.
La scommessa sulla Fed non è venuta meno
Il problema per i rialzisti dell'oro è che la narrativa sulla Fed non è diventata accomodante. I mercati dei tassi vedono ancora una probabilità significativa di un rialzo a settembre e una probabilità ancora maggiore di una mossa entro fine anno.
Ciò mantiene un tetto su un bene senza rendimento come l'oro.
Il presidente della Fed Kevin Warsh ha fatto poco per alimentare speculazioni su una politica più accomodante al forum Sintra della BCE.
Il suo messaggio è stato che i rischi sull'inflazione si sono attenuati, ma la banca centrale resta impegnata nel suo obiettivo del 2% e non allenterà la politica semplicemente perché i mercati o la Casa Bianca cercano sollievo.
Gli analisti vedono in tale posizione un motivo per trattare con cautela il rimbalzo dell'oro fino a quando i dati sull'occupazione non confermeranno una tendenza più debole.
La geopolitica mantiene viva la domanda di bene rifugio
Lo sfondo geopolitico è ancora di supporto, sebbene non abbastanza da prevalere sulla narrativa sui tassi. I colloqui USA-Iran a Doha si sono conclusi senza un accordo definitivo, pur con il Qatar che ha segnalato qualche progresso.
Lo Stretto di Hormuz rimane il principale punto di pressione per il mercato perché un rinnovarsi delle tensioni potrebbe riverberarsi sui prezzi del petrolio e sull'inflazione.
L'attacco missilistico e con droni della Russia nella notte su Kyiv ha aggiunto un ulteriore elemento di domanda per il bene rifugio.
Tuttavia, l'oro necessita di un catalizzatore più forte per proseguire i guadagni. Sul grafico, la resistenza si trova vicino all'area dei $4,112, seguita dalla media mobile a 100 periodi intorno a $4,145.
Il supporto è vicino a $4,047, con un livello più profondo intorno a $3,943. A meno che il rapporto NFP non indebolisca ulteriormente il dollaro, i rally potrebbero rimanere vulnerabili alle vendite.
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