Il rally del dollaro USA ha appena trovato il suo più grande ostacolo da mesi?
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L'euro sta recuperando terreno verso un massimo di due settimane (circa $1,1442) mentre le aspettative sui tassi per la Fed si raffreddano. Questa è l'espressione più chiara del fatto che “il dollaro non sta più correndo”, pur mantenendo l'articolo che il vantaggio di rendimento del dollaro non è scomparso—quindi i rialzi saranno probabilmente graduali, non un crollo e inversione rapida.
Rischio chiave: I dati dell'area euro deludono o la BCE assume una posizione più aggressiva del previsto, rimuovendo il supporto relativo dei tassi rispetto agli USA.
Lo slancio del dollaro si sta rompendo: i trader stanno riducendo posizioni lunghe affollate in USD mentre le probabilità di un rialzo Fed a settembre calano e i rendimenti dei Treasury a 2 anni ritracciano. Acquistare EUR/USD e GBP/USD mentre l'indice del dollaro si dirige verso il suo calo settimanale più marcato in circa 3 mesi; prendere in considerazione anche posizioni corte su USD/JPY solo se non riuscirà a mantenersi sopra la zona di sollievo indicata per lo yen.
Rischio chiave: L'inflazione statunitense o il mercato del lavoro rallentano meno del previsto e costringono i mercati a riprezzare ulteriori inasprimenti della Fed, riportando i rendimenti USD al rialzo e invertendo il movimento al ribasso.
- Il dollaro si dirige verso un calo settimanale mentre le scommesse su rialzi della Fed perdono slancio in Asia.
- Euro, sterlina e valute legate alle commodity guadagnano terreno mentre il rally del biglietto verde si raffredda.
- Lo yen si stabilizza vicino a 161 mentre Tokyo mantiene il rischio di intervento al centro dell'attenzione.
Il rally del dollaro si sta scontrando con una resistenza mentre i trader riducono alcune delle scommesse più aggressive su nuovi rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve che avevano spinto il biglietto verde più in alto.
Un segnale più debole dal mercato del lavoro statunitense ha contribuito a innescare il cambiamento, ma il movimento è ora più ampio di un singolo dato.
L'euro e la sterlina guadagnano terreno, le valute legate alle materie prime si riprendono e lo yen ha finalmente trovato sollievo dopo essere scivolato verso livelli che avevano mantenuto Tokyo in allerta per possibili interventi.
Il dollaro non ha perso il suo vantaggio di rendimento, ma il mercato non considera più un ulteriore inasprimento della Fed come una scommessa a senso unico.
I principali recuperano terreno
L'indice del dollaro è scivolato dello 0,2% a 100,77 nella sessione asiatica, collocandosi sulla via per il suo calo settimanale più marcato in quasi tre mesi.
L'euro si è mantenuto vicino a un massimo di due settimane a $1,1442, mentre la sterlina si è attestata intorno a $1,3361 e si sta dirigendo verso il suo guadagno settimanale più forte da aprile.
Anche le valute sensibili al rischio sono migliorate. Il dollaro australiano ha scambiato vicino a $0,6935, mettendosi in corsa per interrompere una serie di quattro settimane in perdita.
Il kiwi neozelandese si aggirava intorno a $0,5702, in rialzo di oltre l'1% per la settimana.
La mossa suggerisce che i trader stanno riducendo posizioni affollate sul dollaro più che abbandonare la valuta del tutto.
Il biglietto verde conserva ancora supporto dai differenziali di rendimento relativi, ma lo slancio che lo ha spinto più in alto a giugno si è indebolito.
Il riprezzamento della Fed attenua la pressione sul dollaro
I mercati dei tassi si sono mossi rapidamente. I trader ora vedono una probabilità più bassa di un rialzo della Fed a settembre rispetto all'inizio della settimana, riducendo uno dei venti a favore più forti del dollaro.
Anche i rendimenti dei Treasury a 2 anni, strettamente legati alle aspettative di politica, hanno tirato il fiato dopo tre sedute consecutive di guadagni.
Gli strategist FX interpretano lo spostamento come lievemente accomodante perché riduce la pressione sulla Fed per agire in modo più aggressivo.
Tuttavia, le prospettive più ampie del dollaro restano costruttive fintanto che i mercati continueranno a prezzare qualche possibilità di ulteriori inasprimenti.
Questo lascia i mercati valutari in un equilibrio delicato. Il dollaro non sta più correndo, ma non è ancora in una chiara tendenza al ribasso.
La prossima fase dipenderà dal fatto che i prossimi dati su inflazione e attività confermino che la pressione sulla politica monetaria si sta attenuando.
Sollievo per lo yen, ma resta il rischio di intervento
Lo yen ha scambiato vicino a 161,01 per dollaro dopo essersi ripreso di quasi l'1% nella seduta precedente.
La mossa ha dato alla valuta giapponese un po' di respiro dopo il suo scivolone verso minimi pluridecennali, ma i trader restano pronti a eventuali azioni ufficiali da Tokyo.
Le autorità giapponesi hanno segnalato un approccio più mirato per stabilizzare la valuta, volto ad aumentare il costo delle scommesse speculative contro lo yen.
I consiglieri di politica hanno inoltre sostenuto che la Bank of Japan dovrebbe continuare a innalzare gradualmente i tassi per ridurre la pressione sul tasso di cambio.
Per ora, gli analisti vedono l'area intorno a 162,83 come il top di breve termine per dollaro-yen.
Se ciò diventerà un picco duraturo dipenderà dai rendimenti USA, dai mercati obbligazionari giapponesi e da quanto energicamente Tokyo reagirà.
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