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Petrolio in lieve rialzo: dati occupazionali USA deboli penalizzano il dollaro

Petrolio in lieve rialzo: dati occupazionali USA deboli penalizzano il dollaro
Rivanshi Rakhrai
03 lug 2026, 08:52 AM

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Long su WTI (CL)

Acquistare greggio WTI (NYMEX: CL). Il dato occupazionale USA più debole riduce le probabilità di un rialzo dei tassi Fed nel breve termine, spingendo il dollaro verso il basso — tipicamente un fattore favorevole per il petrolio quotato in dollari. Allo stesso tempo, i timori sull'offerta in Medio Oriente si stanno attenuando grazie ai "progressi positivi" nei colloqui USA-Iran e al miglioramento del traffico di petroliere nello Stretto di Hormuz, limitando il downside. Questo prepara un progresso graduale dai livelli attuali (WTI ~$68.8).

Rischio chiave: Un'improvvisa rottura tra USA e Iran che scateni timori di interruzioni dell'offerta e annulli il beneficio derivante dall'indebolimento del dollaro.

Short su Brent (BZ)

Vendere Brent (ICE: BZ). Anche con un dollaro più debole, il Brent è comunque indirizzato verso il quarto calo settimanale consecutivo, indicando che il mercato non sta completamente sostenendo il rally di sollievo. Se la diplomazia rimane "tecnica" senza una vera svolta, la debolezza relativa del Brent può persistere rispetto al WTI, poiché i trader continuano a scontare il rischio geopolitico residuo ma sfumano il rimbalzo.

Rischio chiave: Un accordo chiaro e duraturo tra USA e Iran o una rinnovata escalation in Medio Oriente che provochi una spinta sostenuta al rialzo del Brent.

  • Il WTI ha recuperato grazie a un dollaro USA più debole che ha sostenuto i prezzi del greggio.
  • I dati occupazionali USA deboli hanno ridotto le aspettative di rialzi dei tassi Fed nel breve termine.
  • La diplomazia in Medio Oriente e le tensioni nello Stretto di Hormuz hanno mantenuto i mercati cauti.

I prezzi globali del petrolio hanno chiuso in lieve rialzo venerdì, sostenuti da un dollaro USA più debole, sebbene l'allentamento delle preoccupazioni geopolitiche in Medio Oriente abbia continuato a limitare i guadagni.

Il Brent si è aggirato intorno a $72,10 al barile, mentre il West Texas Intermediate (WTI) è stato scambiato vicino a $68,83 al barile, con i prezzi del greggio che hanno recuperato modestamente dopo i recenti cali in vista del fine settimana festivo negli USA.

Un dollaro USA più debole sostiene i prezzi del petrolio

I prezzi del petrolio hanno trovato supporto dopo che gli ultimi dati sull'occupazione negli USA hanno indicato segnali di raffreddamento del mercato del lavoro.

I dati hanno indotto i mercati finanziari a ridurre le aspettative di un rialzo dei tassi nel breve termine da parte della Federal Reserve.

Un dollaro USA più debole in genere avvantaggia le materie prime denominate nella valuta, rendendole relativamente più economiche per i detentori di altre valute.

Ciò ha fornito supporto al WTI nonostante le preoccupazioni più ampie legate agli sviluppi geopolitici globali.

Secondo i dati diffusi giovedì dall'US Bureau of Labor Statistics (BLS), le Nonfarm Payrolls (NFP) sono aumentate di 57,000 a giugno.

La cifra è stata al di sotto delle attese del mercato, pari a 110,000.

Nel frattempo, il tasso di disoccupazione è sceso al 4.2% dal 4.3% registrato a maggio.

Il rapporto sull'occupazione, più debole del previsto, ha pesato sul dollaro USA, aiutando i prezzi del greggio a recuperare parte delle perdite recenti.

I negoziati in Medio Oriente restano un fattore chiave

Nonostante il rimbalzo, il sentimento degli investitori è rimasto cauto mentre i mercati continuavano a valutare gli sforzi diplomatici tra Stati Uniti e Iran.

Tuttavia, le discussioni non hanno mostrato chiari segnali di progressi significativi verso il raggiungimento di una pace duratura.

L'assenza di una svolta decisiva ha mantenuto elevati i rischi geopolitici. I partecipanti al mercato continuano a seguire gli sviluppi da vicino, poiché qualsiasi rinnovata tensione in Medio Oriente potrebbe fornire ulteriore supporto ai prezzi del greggio.

I segnali diplomatici offrono un certo sollievo

Pur rimanendo i rischi geopolitici, ci sono stati anche segnali di un continuo impegno diplomatico.

Il presidente USA Donald Trump ha dichiarato giovedì: "Penso che abbiano accettato quasi tutto ciò che richiediamo."

I suoi commenti sono arrivati dopo i rapporti dal Qatar, che hanno parlato di "progressi positivi" dopo che Washington e Teheran hanno concluso colloqui tecnici indiretti a Doha.

Le discussioni si sono concentrate su questioni relative al Memorandum of Understanding (MoU) firmato il 17 giugno.

Gli sviluppi diplomatici hanno contribuito a ridurre alcune preoccupazioni riguardo a potenziali interruzioni delle forniture.

Il greggio resta sotto pressione nonostante il recupero

Nonostante il recupero del WTI durante la sessione di venerdì, i prezzi del petrolio sono rimasti sotto una pressione più ampia.

Il traffico delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz ha continuato a riprendersi, riducendo le preoccupazioni immediate su interruzioni alle spedizioni globali di petrolio.

Allo stesso tempo, il proseguimento dell'impegno diplomatico tra Stati Uniti e Iran ha alimentato le aspettative che i rischi di offerta possano restare contenuti.

Anche il Brent è rimasto sotto pressione ed era indirizzato verso il suo quarto calo settimanale consecutivo.

Se confermato, sarebbe la striscia negativa settimanale più lunga per il benchmark da agosto 2024.

Per ora, i mercati del petrolio restano divisi tra il supporto offerto da un dollaro USA più debole e l'incertezza persistente sugli sviluppi geopolitici in Medio Oriente.

Si prevede che gli investitori continueranno a monitorare sia i dati macroeconomici sia i negoziati diplomatici per ottenere ulteriori indicazioni.