Mercati Forex cauti per l'escalation nello Stretto di Hormuz
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Acquistare DXY (posizione long sul dollaro tramite UUP o long USD contro un paniere). L'escalation nello Stretto di Hormuz mantiene l'appetito per il rischio limitato, sostenendo il dollaro anche in presenza di un certo ottimismo sulle trattative. I rendimenti stanno scendendo, ma la domanda di sicurezza geopolitica dovrebbe prevalere sulla pressione dei tassi nel breve termine; EUR/USD e GBP/USD appaiono deboli mentre l'USD si mantiene sopra 99.
Rischio chiave: Una de-escalation chiara che ripristini rapidamente l'appetito per il rischio (es. estensione credibile del cessate il fuoco senza ulteriori attacchi), invertendo i flussi fuori dall'USD.
Vendere EUR/USD (posizione short via FXE o short EUR/USD). L'euro è bloccato sotto 1.1650 e il momentum sta svanendo mentre il rischio in Medio Oriente mantiene gli investitori cauti. Con i dati USA in arrivo e il dollaro che si rafforza modestamente, EUR/USD è impostato per un'ulteriore discesa verso la precedente zona di supporto.
Rischio chiave: I colloqui USA–Iran progrediscono visibilmente e i mercati rivalutano il rischio al rialzo, spingendo EUR/USD nuovamente sopra 1.1650 e sostenendo il rimbalzo.
- Il dollaro si stabilizza mentre le tensioni con l'Iran limitano l'appetito per il rischio.
- Gli investitori monitorano da vicino i colloqui USA–Iran e gli sviluppi nello Stretto di Hormuz.
- I mercati attendono i dati su fiducia dei consumatori USA e l'indice manifatturiero della Dallas Fed.
Il dollaro USA è rimasto resiliente rispetto alle principali valute durante la sessione europea di martedì, dopo aver indebolito nella sessione precedente, mentre le tensioni geopolitiche in Medio Oriente continuano a mantenere cauti gli investitori.
Nonostante i mercati avessero inizialmente accolto con favore i resoconti che suggerivano progressi nelle trattative tra Stati Uniti e Iran, l'escalation nello Stretto di Hormuz ha limitato il miglioramento del sentiment di rischio globale.
Gli investitori attendono inoltre nuovi dati economici statunitensi più tardi nella giornata, compreso l'Indice di fiducia dei consumatori del Conference Board per maggio e l'Indice dell'attività manifatturiera della Federal Reserve Bank di Dallas.
Le tensioni in Medio Oriente mantengono i mercati cauti
Il sentiment di mercato è migliorato lunedì dopo i resoconti che suggerivano che Stati Uniti e Iran si stavano avvicinando a un accordo che potrebbe estendere il cessate il fuoco per altri 60 giorni.
Secondo i resoconti, entrambe le parti stavano anche discutendo la riapertura completa dello Stretto di Hormuz e il proseguimento delle negoziazioni sulle questioni irrisolte, incluso il programma nucleare iraniano, durante il periodo della tregua.
Tuttavia, la fiducia degli investitori si è indebolita più tardi nella giornata dopo che sono emerse notizie secondo cui l'esercito statunitense avrebbe preso di mira siti di lancio di missili iraniani e navi posamine nel sud dell'Iran.
Secondo quanto riportato, gli Stati Uniti hanno descritto l'operazione come colpi di autodifesa.
L'Iran ha reagito con fermezza agli sviluppi.
L'agenzia di stampa Fars ha riferito che un portavoce di alto rango delle Forze Armate iraniane ha avvertito che qualsiasi nuova aggressione contro l'Iran sarebbe ricevuta con una risposta molto più severa che si estenderebbe oltre la regione.
Nel frattempo, secondo i resoconti, i negoziatori iraniani stanno incontrando i mediatori qatarioti a Doha per finalizzare un memorandum d'intesa con gli Stati Uniti.
I resoconti indicano che i disaccordi sul programma nucleare iraniano e sulle sanzioni restano i principali punti critici nelle trattative.
L'indice del dollaro USA recupera modestamente
L'Indice del dollaro USA è riuscito a mantenere guadagni modesti sopra il livello 99.00 dopo essere sceso dello 0.3% lunedì.
Allo stesso tempo, i rendimenti benchmark dei Treasury USA sono scesi.
Il rendimento del titolo decennale è sceso di circa 1% nella giornata e ha oscillato vicino al 4.5%.
I futures sugli indici azionari USA hanno indicato rialzi nonostante l'incertezza geopolitica, con i futures in aumento tra lo 0.7% e lo 0.9%.
La reazione mista del mercato ha evidenziato la cautela persistente degli investitori, con i trader che bilanciano l'ottimismo per i progressi diplomatici con i timori di un'ulteriore escalation in Medio Oriente.
Le principali coppie valutarie si muovono con cautela
Nel mercato valutario, l'euro ha faticato ad ampliare i guadagni contro il dollaro.
EUR/USD ha oscillato lateralmente sotto il livello 1.1650 durante la sessione europea dopo aver registrato guadagni lunedì.
Anche la sterlina britannica ha perso momentum dopo il rally di inizio settimana.
GBP/USD è salita sopra 1.3500 lunedì, raggiungendo il livello più alto degli ultimi 10 giorni.
Tuttavia la coppia è tornata in calo martedì e ha scambiato intorno a 1.3480, in diminuzione dello 0.2% nella giornata al momento della stesura.
Lo yen giapponese è rimasto relativamente stabile rispetto al dollaro.
USD/JPY ha scambiato vicino al livello 159.00 dopo aver chiuso lunedì leggermente in calo.
L'oro arretra dopo forti guadagni
I prezzi dell'oro hanno invertito direzione dopo aver registrato guadagni superiori all'1% lunedì.
XAU/USD è diminuito verso il livello di $4,500 all'inizio di martedì mentre gli investitori rivalutavano gli sviluppi geopolitici e il sentiment di mercato più ampio.
Nel frattempo, il dollaro neozelandese è rimasto sotto pressione in vista della decisione di politica monetaria della Reserve Bank of New Zealand.
NZD/USD ha perso più dello 0.3% nella giornata e ha scambiato vicino a 0.5850.
I mercati si aspettano in larga misura che la Reserve Bank of New Zealand mantenga i tassi invariati al 2.25% quando annuncerà la decisione di politica durante la sessione asiatica di mercoledì.
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