Nikkei in calo: mercati asiatici sotto pressione per i rialzi Fed e il petrolio
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Vendere USD/JPY (o comprare JPY tramite FX forwards/futures su JPY). L'articolo segnala lo yen vicino a livelli che tengono Tokyo in allerta e sottolinea la preoccupazione ufficiale dopo che il dollaro si è mantenuto vicino ai massimi di un anno. Se la rivalutazione delle aspettative sulla Fed raffredda l'appetito per il rischio, la spinta sul dollaro "più alta per più tempo" dovrebbe attenuarsi e il rischio di una risposta politica del Giappone aumenta.
Rischio chiave: La Fed resta chiaramente più restrittiva di quanto i mercati si aspettino, mantenendo forte la domanda di dollari e spingendo nuovamente al rialzo USD/JPY.
Vendere l'esposizione al Nasdaq-100 (es. short QQQ o vendere futures sul Nasdaq-100). Si nota la pressione sulle megacap tecnologiche e il maggiore scrutinio della "scommessa guidata dall'AI" dopo una corsa potente, mentre la leadership in Asia si amplia verso nomi con flussi di cassa più stabili. Un percorso restrittivo della Fed insieme a un dollaro più forte tipicamente colpisce più duramente le azioni growth a lunga durata.
Rischio chiave: I risultati delle società tecnologiche si riaccelerano e gli investitori rivalutano al rialzo la crescita legata all'AI nonostante condizioni finanziarie più restrittive, riportando il Nasdaq in posizione di leadership.
- Le azioni asiatiche scivolano mentre le scommesse sui rialzi della Fed oscurano il sollievo sul petrolio legato all'Iran.
- Il Brent si stabilizza vicino a $78 mentre i trader valutano la deroga iraniana e il rischio nello Stretto di Hormuz.
- Lo yen si mantiene vicino a 161,55 mentre il dollaro forte mantiene Tokyo in stato di allerta per possibile intervento.
I mercati asiatici hanno perso parte del sollievo di lunedì, mentre gli investitori hanno trovato un nuovo insieme di rischi su cui operare.
Una deroga temporanea alle sanzioni statunitensi legata all'Iran ha contribuito a stabilizzare il petrolio dopo un forte crollo, ma non ha rimosso la preoccupazione maggiore che ora guida i movimenti cross-asset: la Federal Reserve che potrebbe prepararsi a stringere di nuovo.
Le azioni sono scese in gran parte dell'Asia, il dollaro si è mantenuto vicino ai massimi di un anno e lo yen è rimasto vicino a livelli che tengono Tokyo in allerta.
Il messaggio dei mercati è stato un netto allontanamento dall'idea che la geopolitica da sola costituisse la principale minaccia all'appetito per il rischio.
La rivalutazione della Fed scuote il rischio in Asia
L'indice più ampio di MSCI delle azioni Asia-Pacifico al di fuori del Giappone è sceso dello 0,5%, mentre i futures sull'S&P 500 hanno arretrato dopo una sessione debole a Wall Street.
Il Nasdaq era sceso dell'1,3% durante la notte mentre le megacap tecnologiche sono state sotto pressione, suggerendo che la scommessa guidata dall'AI è sottoposta a maggiore scrutinio dopo una corsa potente.
La rotazione era visibile in tutta la regione. Il Nikkei giapponese è sceso dello 0,6%, nonostante un'indagine privata abbia mostrato che l'attività manifatturiera è rimasta forte a giugno.
Il Kospi della Corea del Sud ha oscillato tra guadagni e perdite prima di scambiare circa il 2% in meno, mentre il mercato di Taiwan ha aperto in rialzo e ha toccato un nuovo record.
Gli strategist hanno detto che la leadership stava diventando meno concentrata, con gli investitori che si allontanano dai precedenti leader di mercato e cercano nomi con flussi di cassa più stabili.
Il rimbalzo del petrolio riporta l'inflazione sotto i riflettori
Il Brent è salito dello 0,2% a circa $78 al barile, recuperando parte del terreno dopo aver chiuso oltre il 3% in calo nella sessione precedente.
Le preoccupazioni sull'offerta si sono allentate dopo che Washington ha segnalato progressi nei colloqui con Teheran e funzionari hanno detto che lo Stretto di Hormuz è rimasto aperto.
Tuttavia, la deroga alle sanzioni complica il quadro. Un aumento dell'offerta iraniana potrebbe calmare i mercati energetici, ma il rimbalzo del greggio mostra che i trader non sono pronti a eliminare del tutto il premio al rischio legato al Medio Oriente.
Questo conta per le banche centrali perché il petrolio sta di nuovo influenzando le aspettative d'inflazione.
Il PMI manifatturiero del Giappone è salito a 54,9 a giugno, favorito dalla crescita più rapida delle nuove ordinazioni in oltre quattro anni.
La solidità è stata incoraggiante, ma l'aumento dei costi di carburante e delle materie prime ha anche evidenziato perché gli investitori guardano con attenzione ai prezzi dell'energia.
La forza del dollaro mette alla prova i decisori
L'indice del dollaro ha oscillato intorno a 101,04, vicino al suo livello più alto da maggio dell'anno scorso, mentre i trader prezzavano un percorso della Fed molto più restrittivo.
Il CME FedWatch mostrava che i mercati assegnavano una probabilità del 54% di almeno due rialzi di un quarto di punto entro fine anno, rispetto a circa il 15% una settimana prima.
Lo yen è rimasto sostanzialmente invariato vicino a 161,55 per dollaro, vicino ai minimi di quattro decadi.
Il ministro delle finanze giapponese ha tenuto colloqui con il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, sottolineando la preoccupazione ufficiale per i forti movimenti valutari.
La sterlina è rimasta stabile intorno a $1.3247 dopo che il Primo Ministro Keir Starmer ha detto che si dimetterà, aprendo la strada a una transizione ordinata della leadership.
L'oro è scivolato dello 0,2%, mentre bitcoin ed ether hanno anch'essi registrato ribassi poiché il dollaro più forte ha mantenuto la pressione sugli asset alternativi.
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